Una donna di 27 anni, Shajla Tringali, è stata arrestata dagli agenti della Squadra mobile di Siracusa in quanto accusata di una rapina in una gioielleria di Siracusa fruttata 74 mila euro. Un colpo avvenuto nel novembre del 2016 per il quale la giovane siracusana è stata condannata in via definitiva alla pena di 3 anni e 3 mesi di reclusione. La rapinatrice fu identificata grazie alle telecamere di sorveglianza della gioielleria e secondo quanto emerso nelle indagini della polizia la donna si presentò nel locale insieme ad un complice, spacciandosi per una coppia di fidanzati che intendeva acquistare dei preziosi.

Poco dopo entrarono altre due persone, armate di pistole e travisate, che picchiarono il titolare del negozio, a cui fu anche puntata l’arma contro e portato via il telefonino. Nelle scorse ore, gli agenti della Squadra mobile di Siracusa hanno prelevato la donna dalla sua abitazione per essere trasferita nel carcere femminile di piazza Lanza, a Catania.

Pochi giorni fa, la polizia ha arrestato un uomo 36 anni, disoccupato, di Pachino, con precedenti penali, destinatario di una misura cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa ed eseguita dagli agenti della Squadra mobile di Siracusa, al comando del dirigente Gabriele Presti, per una rapina ai danni di una gioielleria.

L’uomo era ai domiciliari e si sarebbe liberato del braccialetto elettronico per compiere il colpo: dopo essere salito in macchina si sarebbe recato a Siracusa, scegliendo quella gioielleria e dopo esserci entrato, per qualche minuto, si sarebbe guardato intorno, sembrando un cliente che avrebbe voluto fare acquisti. Poco dopo, avrebbe estratto un grosso coltello  e lo avrebbe puntato più volte con il titolare del negozio. Oltre a prelevare i preziosi, per un valore commerciale di oltre 12 mila euro, avrebbe preso dalla tasca della vittima un centinaia di euro ed a quel punto è scappato.