Gli agenti di polizia hanno eseguito un’ordinanza di arresto nei confronti di un siracusano di 35 anni per sequestro di persona e maltrattamenti.

Misura cautelare del gip

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Siracusa su richiesta del pm di Siracusa, Carlo Enea Parodi. Le indagini si sono concentrate sulle violenze ai danni della compagna dell’uomo che, nonostante il precedente arresto, avvenuto il 3 dicembre scorso, avrebbe proseguito il suo atteggiamento brutale la donna, oltre ad essere picchiata, sarebbe stata anche segregata in casa.

L’arresto del 3 dicembre

Nell’indagine, culminata con il primo arresto, la polizia scoprì, grazie alle segnalazioni delle amiche della donna, che la vittima aveva diverse ferite: un taglio al cuoio capelluto e varie ecchimosi sugli arti inflitte dal fidanzato che si sarebbe servito di un tubo in metallo. Nel corso del controllo nella casa della coppia, in viale Santa Panagia, gli agenti rinvennero marijuana, hashish, cocaina e ketamina, un bilancino di precisione, materiale di confezionamento e la somma di oltre 1.200 euro in contanti, probabile provento di spaccio.

La prosecuzione delle indagini

Le indagini della polizia sono proseguite e gli inquirenti avrebbero scoperto che da mesi la donna avrebbe subito brutali violenze, fisiche e psicologiche, al punto da disporre il trasferimento della vittima in una casa famiglia, lontana dal 35enne che è ai domiciliari.

“Le indagini hanno accertato che quella che poteva apparire come un’episodica manifestazione violenta ai danni della convivente si palesava come una situazione di sistematica vessazione e violenza fisica e psicologica subita per lungo tempo dalla vittima, che sarebbe persino sfociata in un grave episodio di sequestro di persona” spiegano dalla Questura.

Il sequestro di persona

È stato accertato che la vittima sarebbe stata persino segregata all’interno dell’abitazione, senza la possibilità di potersi allontanare “e con contestuali atti di minaccia e violenza fisica e lesioni gravi nei suoi confronti e privazione della libertà, anche solo di comunicare con l’esterno”.