Il Gup del Tribunale di Siracusa ha assolto un 28enne di Pachino, Francesco Corrado Civello, finito sotto processo per tentato duplice omicidio.

La vicenda

Secondo quanto emerso nelle indagini dei carabinieri, la vicenda si sarebbe consumata la sera del 27 luglio scorso, giorno dell’arresto del 28enne, al culmine di un litigio tra due gruppi familiari nel complesso delle case popolari di via Mascagni, a Pachino. Si sarebbero uditi dei colpi di pistola calibro 9, arma mai rinvenuta, che, nella tesi degli inquirenti, sarebbero stati sparati verso due giovani, i quali avrebbero occupato l’appartamento di una parente dell’imputato.

La condanna per detenzione di armi

I carabinieri ascoltarono una donna per poi trovare a terra un bossolo esploso e due munizioni calibro 9 inesplose, riconducibili al 28enne che, per questo episodio, ha, invece, rimediato una condanna ad un anno e 4 mesi di reclusione.

Dal carcere ai domiciliari

Il giovane era detenuto dal mese di agosto nel carcere di Gela che lascerà per essere sottoposto ai domiciliari.

La decisione del Gup è giunta al termine del procedimento celebratosi con il rito abbreviato su concorde richiesta sia dell’accusa, rappresentata dal Pubblico ministero Stefano Priolo che della difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Gurrieri

Gli spari dopo sentenza per omicidio

Quegli spari sarebbero avvenuti poco dopo la sentenza di condanna a 20 anni di reclusione, emessa dal Tribunale di Siracusa, nei confronti di Raffaele “Rabbiele” Forestieri, 41 anni, di Pachino, accusato insieme a  Paolo Forestieri, quest’ultimo deceduto, dell’omicidio di Emanuele Nastasi, 34 anni, pachinese, vittima di un caso di lupara bianca riconducibile ad una lite per un debito di droga di soli 80 euro. I giudici hanno riconosciuto l’attenuante minima della partecipazione.

Il movente

Secondo quanto ricostruito dai militari, Nastasi, scomparso il 4 gennaio del 2015, avrebbe acquistato dai Forestieri, esponenti di spicco nello spaccio a Pachino, dell’eroina ma quella partita non sarebbe stata di qualità e così avrebbe protestato con i suoi fornitori che, secondo i magistrati, lo avrebbero condannato a morte.

 

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