L’incoronazione è arrivata prima di cena: Matilde Di Giovanni, avvocato, è diventata segretaria del Pd di Siracusa. Per acclamazione. Riccardo Gionfriddo, ex assessore comunale e dirigente medico dell’Asp in pensione, al suo fianco, presidente del circolo. Fine degli scontri, Fine, almeno formalmente, di quasi un anno di liti.

Ma la storia vera non comincia stasera. Comincia molto prima, e molto lontano da Siracusa.

Comincia a Roma, nei corridoi di Palazzo Madama, dove il senatore Antonio Nicita da mesi cuciva un accordo che andava ben oltre le beghe di un circolo cittadino. Comincia nei palazzi regionali di Palermo, dove Tiziano Spada — deputato all’Ars, bonacciniano di ferro, tra i più accesi contestatori dell’elezione di Anthony Barbagallo a segretario regionale — aspettava che qualcuno gli riaprisse una porta. Quella porta, alla fine, Nicita gliel’ha aperta. E i due hanno fatto quello che in politica si chiama, con un eufemismo elegante, un accordo di reciproca convenienza.

La vicenda

Per capire quanto fosse necessario quell’accordo, bisogna ricordare cos’era diventato il “caso Siracusa”. Un anno fa il congresso cittadino finì nel congelatore: Alessandro Dierna venne eletto segretario, Bruno Marziano ricorse, il voto online fu annullato. Da quel momento il partito rimase appeso, in un limbo che imbarazzava tutti e non conveniva a nessuno. Tranne, forse, a chi di quel caos aveva bisogno per tenere in scacco gli avversari interni.

Le elezioni

Poi sono arrivate le scadenze elettorali che hanno cambiato i calcoli di tutti. Le elezioni regionali e nazionali hanno un effetto taumaturgico sui partiti: guariscono ferite che sembravano inguaribili, riappacificano nemici giurati, trasformano i principi in pragmatismo. Nicita vuole restare al Senato. Spada vuole tornare protagonista alle Regionali. Salvo Adorno, ex segretario provinciale, intravede uno spiraglio per la Camera. E Bruno Marziano, dopo un anno passato a fare la guerra dentro il partito, torna nella sua Noto da candidato sindaco, Enzo Pupillo prova a prendersi Lentini.

In questo disegno Di Giovanni e Gionfriddo occupano il posto che gli è stato assegnato. Lei porta un cognome pesante nella storia della sinistra siracusana, lui conosce ogni anfratto di quella politica da decenni. Sono stati scelti non perché dividessero meno degli altri, ma perché convenivano a tutti — o quasi.

Chi è rimasto fuori

Il “quasi” ha un nome: l’area Bonomo-Cutrufo. L’ex deputato regionale Mario Bonomo e l’ex presidente del Siracusa calcio Gaetano Cutrufo escono da questa vicenda con in mano pochissimo. Quella che sembrava la corrente destinata a guidare la soluzione del caso si ritrova ai margini di un accordo scritto senza di loro. In politica si chiama essere messi fuori gioco. Loro, probabilmente, useranno un’altra espressione.

Stasera a Siracusa il Pd ha applaudito la sua nuova segretaria. Sorrisi, strette di mano, parole di circostanza sulla ritrovata unità. Il copione classico del giorno dopo un lungo scontro . Ma chi conosce quella città sa che le paci nel centrosinistra siracusano hanno la solidità del ghiaccio di marzo.