I carabinieri del Nucleo investigativo di Siracusa hanno tratto in arresto Gianfranco Bottaro, 25 anni, disoccupato, con precedenti penali, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti per fini di spaccio. L’uomo, che era ai domiciliari in relazione all’operazione antidroga Aretusa, aveva nella sua abitazione  cocaina, marijuana ed hashish per un peso complessivo di 350 grammi e e 180 grammi di mannite, usata per il “taglio” dello stupefacente per la vendita al dettaglio.

E’ stato Auro, il cane dell’ unità cinofila  del Nucleo dei carabinieri di Nicolosi a scovare la droga oltre a numerose buste di colore giallo e verde per il confezionamento della droga, nonché due bilancini di precisione. Bottaro, come disposto dalla Procura di Siracusa, è stato condotto nel carcere di piazza Lanza, a Catania in attesa dell’udienza di convalida del provvedimento restrittivo.

L’operazione Aretusa per cui l’uomo è rimasto coinvolto venne portata a termine dai magistrati della Direzione distrettuale di Catania che svelò un ricco traffico di stupefacenti a Siracusa, in particolare ad agire sarebbero stati tre gruppi che, secondo gli inquirenti, si erano divisi il territorio

Erano Catania e Palermo le centrali di rifornimento dei tre gruppi criminali  che non si sarebbero pestati i piedi, al punto da decidere di diversificare la tipologia di droga da smerciare e se la gang della Borgata si era specializzata nelle vendita di cocaina, le altre, invece, avrebbero avuto il monopolio dell’hashish. La fazione capeggiata da Luigi Cavarra, deceduto negli anni scorsi dopo essere diventato un collaboratore di giustizia, avrebbe avuto la gestione della cocaina e per rifornirsi avrebbe stretto un accordo con la cosca catanese dei Cappello. Gli altri due gruppi, invece, secondo quanto esposto dagli inquirenti, avrebbero allacciato rapporti di affari con esponenti appartenenti alle cosche palermitane. Capitava, però, che le cellule siracusane entrassero in conflitto, o meglio che vi fossero delle incomprensioni.