Voli cancellati, passeggeri costretti a cercare autonomamente soluzioni alternative e, secondo alcune testimonianze, difficoltà soprattutto per le persone più fragili. È il quadro descritto da Salvatore Di Salvo, giornalista rimasto coinvolto nei disagi all‘aeroporto di Catania provocati dalla sospensione dei voli legata alla presenza di cenere lavica dell’Etna.

“Adesso il problema è soprattutto quello dell’assistenza”, racconta Di Salvo, indicando in particolare bambini, anziani e persone malate. Secondo il suo racconto, queste categorie si sarebbero trovate in aeroporto senza un adeguato supporto.

“Sono lasciati allo sbando, nessuno si cura di loro”, afferma il giornalista, che definisce la situazione “spregevole” dal punto di vista umano.

Il volo per Milano cancellato

Di Salvo racconta di essere stato direttamente coinvolto nella situazione. Sabato sarebbe dovuto partire da Catania con la moglie e la figlia per raggiungere Milano. Il volo è stato cancellato e, da quel momento, è iniziata la ricerca di una soluzione alternativa.

Secondo il suo racconto, nella fase successiva si sarebbero susseguiti i contatti con la Sac e con la compagnia aerea, senza che inizialmente fosse individuata una soluzione immediata. “È iniziata una vera odissea”, racconta, descrivendo una situazione caratterizzata anche da rimpalli sulle competenze e sulle possibilità di riprotezione.

Da Palermo a Lamezia

Una prima alternativa individuata era un volo in partenza da Palermo, al costo di circa 300 euro a persona. Il problema, però, era raggiungere in tempo l’aeroporto Falcone Borsellino.

Non c’era margine sufficiente per lo spostamento. Un altro passeggero, riferisce Di Salvo, avrebbe valutato la possibilità di raggiungere Palermo in taxi, con una spesa indicata in circa 420 euro.

La soluzione è arrivata grazie a un’agenzia di viaggio, che ha trovato un volo per domenica mattina da Lamezia Terme, al prezzo di 260 euro.

La figlia parte da sola

A quel punto la famiglia ha dovuto cambiare completamente programma. Di Salvo e la moglie hanno rinunciato a partire insieme alla figlia, che ha scelto di raggiungere Milano da sola.

Il padre, invece, si è messo alla guida per accompagnarla fino a Lamezia Terme. Una corsa contro il tempo per trasformare un volo cancellato in una partenza possibile, passando dall’aeroporto siciliano a quello calabrese.

Anche il conto dell’operazione è significativo: 260 euro per il biglietto aereo, oltre 100 euro di carburante e altri 47 euro per il traghetto. La spesa complessiva ha quindi superato i 407 euro, senza considerare eventuali ulteriori costi sostenuti durante il viaggio.

L’appello alla Protezione civile

La vicenda personale porta Di Salvo a porre anche una questione più generale sull’assistenza alle persone rimaste nello scalo. Il giornalista riferisce di avere scritto a Salvo Cocina, responsabile della Protezione civile della Sicilia, chiedendo un intervento per le persone che, in una situazione di emergenza, si trovano in maggiore difficoltà.

“Credo che la Protezione civile, a questo punto, considerata la situazione descritta, dovrebbe intervenire”, afferma Di Salvo, indicando in particolare bambini, anziani e malati.

“Alla Sac qualcuno dovrebbe dimettersi”

Nella sua denuncia il giornalista critica inoltre la gestione della situazione da parte della Sac e sostiene che “qualcuno dovrebbe dimettersi”. Si tratta, in questo caso, di una valutazione personale espressa da Di Salvo sulla gestione dell’emergenza.

La sua esperienza restituisce così uno spaccato dei disagi provocati dallo stop dei voli: mentre lo scalo attende il ritorno alla normalità, alcuni passeggeri hanno dovuto organizzarsi autonomamente, ricorrendo a nuovi biglietti e trasferimenti via terra per riuscire a proseguire il viaggio