Il tribunale del capoluogo etneo ha pubblicato il bando per l’asta fallimentare per la cessione del Calcio Catania. Da oggi e fino alle 12 dell’11 febbraio si potranno presentare le offerte che dovranno partire da una base d’asta di un milione di euro e hanno un rilancio minimo di 50mila euro.

L’udienza che verificherà la presenza di offerte e chi si aggiudicherà l’asta si terrà l’11 febbraio alle 16.

Nel bando del tribunale del capoluogo etneo è stato messo in vendita il ramo aziendale calcistico di pertinenza della società Calcio Catania Spa. Quest’ultimo è composto dai contratti dei calciatori, struttura dell’intero settore giovanili, immobilizzazioni materiali, indumenti, merce dello store, targhe, coppe e trofei e di due marchi registrati.

Debiti sportivi per circa tre milioni

Chi si aggiudicherà l’asta dovrà fare fronte ai debiti sportivi del club per circa tre milioni di euro, sostenere i costi di gestione del club per la stagione in corso e dare garanzie per la prosecuzione dell’attività del Catania.

Esercizio provvisorio fino al 28 febbraio

Nei giorni scorsi, la sezione fallimentare del Tribunale ha autorizzato la prosecuzione, in via funzionale, dell’esercizio provvisorio del Calcio Catania Spa sino al 28 febbraio prossimo.

Prosegue il campionato dei rossazzurri

Il campionato della squadra rossazzurra, al momento tredicesima nel girone C di Serie C, può dunque proseguire. Dopo le due giornate di rinvio a causa Covid, la squadra di Francesco Baldini dovrebbe tornare in campo (il condizionale è d’obbligo vista la delicata situazione legata ai contagi) il 23 gennaio sul campo della capolista Bari.

Catania affidato a tre curatori

Dichiarato fallito dal Tribunale lo scorso 22 dicembre, il Catania calcio è stato affidato a tre curatori fallimentari: l’avvocato Giuseppe Basile e i commercialisti Enrico Maria Giucastro e Daniela D’Arrigo.

Nel provvedimento di oggi il Tribunale ha prescritto loro di depositare ogni dieci giorni una relazione con dettagliata rendicontazione sull’andamento dell’attività; di segnalare tutte le circostanze che riguardano il margine di sostenibilità finanziaria che impone la necessità di uno stringente e costante monitoraggio dei flussi da parte degli organi della procedura; e di dedicare un conto corrente ai flussi dell’esercizio provvisorio specificando il dettaglio degli oneri di gestione ordinaria e indicando i rapporti oggetto di prosecuzione, quelli sospesi e quelli dai quali intendano sciogliersi.