Le indagini, svolte dagli investigatori del Commissariato di Vittoria e coordinate dalla Procura, sono scaturite a seguito dei ripetuti interventi effettuati tra l'aprile ed il settembre scorsi nell'abitazione della famiglia.
“Fra il 1906 e il 1907 Ignazio Florio ricevette una missiva anonima contenente un’inequivocabile richiesta di pagamento di ‘pizzo’ da parte della mafia palermitana.
di
Ignazio Marchese
#Videonotizie BlogPlay
l'accusa è estorsione aggravata dal metodo mafioso
L'uomo era stato sospeso per un anno dall'attività di impresa e dal ricoprire uffici o incarichi direttivi in società di persone o capitali dal Gip di Catania che aveva disposto anche il sequestro preventivo della totalità delle quote e dell'intero patrimonio della società 'Night & Day petrol srl'.
Secondo la difesa, "non solo non c'erano le esigenze cautelari per il proprio assistito, ma non sussistevano pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio".
Quasi tutte le vittime hanno collaborato attivamente (l’indagine nasce proprio dalla denuncia di una di esse) e grazie alle loro dichiarazioni i carabinieri hanno potuto accertare la sistematicità del modus operandi dell’imprenditrice, iniziato nel 2016 ed attualizzato fino ad oggi.
di
Redazione
I giovani siciliani accusati di estorsione e spaccio di stupefacenti
Il giovane insieme a due complici di cui uno minorenne avrebbe ceduto 50 grammi di marijuana ad uno studente tunisino residente a Partinico e chiesto anche con botte e minacce di spacciare la droga.
di
Ignazio Marchese
concessi i domiciliari con braccialetto elettronico
L’indagine, scaturita dalla denuncia sporta nel febbraio del 2019 da un cittadino di Custonaci, consentiva di far emergere numerosi reati commessi da Giuseppe Adragna, un uomo di 69 anni residente a Custonaci.
Protagonista un geometra 35enne che adesso è stato arrestato dai carabinieri. La sua foto è stata mostrata alle vittime che hanno riconosciuto in lui l'estortore. Si tratta del socio di una ditta di costruzioni.
di
Redazione
la polizia ha dato esecuzione al decreto emesso al tribunale di palermo
Giovanni Bronte è accusato di furto, estorsione, rapina e produzione e del traffico di sostanze stupefacenti. Il figlio, Giuseppe, è accusato di reati contro il patrimonio e la persona e della produzione e del traffico di sostanze stupefacenti.
Agli arrestati vengono contestati, a vario titolo, i reati di estorsione, incendio, danneggiamento e minaccia. Gli investigatori avrebbero ricostruito le intimidazioni grazie all'analisi di alcuni filmati di video sorveglianza.
Le estorsioni, secondo l'accusa, sono iniziate il 22 febbraio scorso e sono proseguite nei giorni seguenti, con la consegna di collane d'oro. Tra le minacce pronunciate: "se non ci accontenti ti finisce male". Uno di loro, brandendo una spada, gli ha anche detto: "ti ammazzo".
Nell’ambito dell’attività volta al rintraccio di soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi, la Polizia di Stato di Catania ha eseguito ordini di esecuzione per la carcerazione disposti dall’Autorità Giudiziaria.
Fra gennaio 2016 e ottobre 2017 la cosca avrebbe preteso dal commerciante 200 euro al mese a titolo di protezione. L'arresto è scattato per unod egli esattori che sarebbe un esponente della cosca Santapaola Ercolano
Secondo quanto ha raccontato la vittima, il figlio nell'ultimo periodo a causa dell'uso di stupefacenti era diventato violento nei confronti suoi e degli altri familiari, tanto da averla costretta altre volte a richiedere l'intervento delle Forze dell'Ordine.
di
Redazione
scoperta anche una estorsione ai danni di un migrante minorenne
Indagati presidenti e soci di cooperative, con un giro d'affari di oltre 20 milioni di euro, e due funzionari dell'Inps, uno a Catania e l'altro a Sondrio.