Michele Giacalone, 30 anni, di Mazara del Vallo (Tp), è stato condannato dal giudice monocratico di Marsala Iole Moricca a due anni e mezzo di carcere, nonché al pagamento di una “provvisionale” di 20 mila euro come risarcimento danni alle parti civili, per maltrattamenti in famiglia.

In questo reato, il giudice ha inglobato anche le accuse di atti persecutori (“stalking”) e deturpamento.

Secondo l’accusa, Giacalone avrebbe reso un vero inferno la vita della sua ex compagna, R.P., di 23 anni, sia durante il periodo di convivenza, iniziato nell’agosto 2017, che dopo.

A cominciare dall’ottobre 2017, R.P. sarebbe stata aggredita fisicamente e verbalmente. Nel corso di una delle tante liti, Giacalone avrebbe anche sferrato alla compagna un calcio all’altezza dell’addome, facendola cadere a terra priva di sensi. Ciò sarebbe accaduto il 31 marzo 2018, dopo che lei gli comunicò che voleva tornare a vivere con i suoi genitori.

Il 29 aprile dello stesso anno un’altra aggressione. Afferrata per i capelli, le avrebbe sbattuto più volte la faccia a terra. L’indomani, per sfuggire alle violenze, R.P. decise di andare a lavorare prima in Germania e poi sul lago di Garda. Ma rientrata a Mazara, lui sarebbe tornato a perseguitarla.