È stato presentato nella Sala Pio La Torre dell’Assemblea Regionale Siciliana l’Appello per una svolta dell’Autonomia siciliana”, promosso dall’Associazione Elettori per la Partecipazione Democratica, in vista dell’80° anniversario dello Statuto speciale della Regione Siciliana, che ricorrerà lunedì 15 maggio.

L’iniziativa punta ad aprire un confronto pubblico sul futuro dell’Autonomia dell’isola. Per i promotori l’anniversario non può trasformarsi in una celebrazione meramente simbolica, ma deve diventare un momento di confronto e verifica politica e istituzionale sullo stato reale della Sicilia e sulle condizioni dell’Autonomia speciale.

Tra i firmatari l’ex ministro Enrico La Loggia, storico esponente politico siciliano e profondo conoscitore dello Statuto autonomistico.

Un’autonomia nata nel dopoguerra e le nuove sfide

Come spiegano i promotori “l’Autonomia nacque nel 1946 dentro i nuovi equilibri internazionali determinati dall’apertura in Sicilia del primo fronte europeo degli Alleati, evento che contribuì alla caduta del fascismo, e come risposta intelligente alla spinta separatista del dopoguerra”.

Secondo il documento, lo Statuto speciale rappresentò “una soluzione politica italiana, pensata per tenere unita l’isola al Paese riconoscendone la specificità”.

Il cuore del documento riguarda, però, i limiti e le difficoltà, che la Sicilia continua a vivere dopo ottant’anni di Autonomia speciale. “La Sicilia – si legge nell’appello – continua a soffrire un grave ritardo economico e civile; fatica a utilizzare con efficacia le risorse europee; perde giovani laureati; vede svuotarsi le aree interne senza che crescano adeguatamente i servizi nelle città. La macchina amministrativa regionale appare appesantita, talvolta inefficiente, spesso distante dai cittadini”.

I promotori parlano apertamente di una trasformazione dell’Autonomia in un sistema di “centralismo regionale”, che avrebbe progressivamente indebolito le autonomie locali e ridotto gli spazi di partecipazione democratica. Il risultato è stato “disaffezione al voto, logiche clientelari e fenomeni corruttivi che hanno minato la fiducia nelle istituzioni”.

La richiesta di una riforma radicale

L’appello non propone una semplice revisione tecnica dello Statuto, ma una riforma organica e profonda: “Non basta una manutenzione formale dello Statuto: occorre una riforma radicale dell’Autonomia, capace di mantenerne il carattere speciale, ma adeguandola pienamente al contesto europeo e internazionale attuale”.

Sulla base dell’appello “la Sicilia deve essere ripensata come parte attiva e affidabile dell’Italia e dell’Europa, ponte di cooperazione nel Mediterraneo e non periferia isolata. Le nuove tensioni globali e la crescente domanda di sicurezza dei cittadini impongono istituzioni più solide, trasparenti ed efficienti”.

Il documento lancia anche una chiamata diretta alla società civile: “Facciamo appello alla società siciliana – associazioni, sindacati, comunità religiose, centri culturali, forze politiche – affinché si apra un grande confronto pubblico sul futuro dell’Autonomia. Solo chiarendo quale Sicilia vogliamo nei prossimi decenni potremo riscriverne in modo coerente le regole statutarie”.

La proposta del Comitato per la riforma

Tra i punti centrali dell’iniziativa c’è la proposta di creare un “Comitato per la riforma dell’Autonomia siciliana”, aperto al contributo delle competenze migliori, a partire dalle università dell’isola, per elaborare una proposta di alto profilo istituzionale e culturale”.

“È tempo di scegliere – concludono i promotori – conservare un sistema che non risponde più alle sfide del presente o costruire un’Autonomia rinnovata, capace di garantire sviluppo, legalità, partecipazione e futuro alle nuove generazioni”.

I promotori e le adesioni

L’appello è stato promosso da Massimo Accolla, Rosalia Ceraulo, Antonino Frisina, Franco Garufi, Gaspare Nuccio, Giuseppe Perez, Maria Rosa Ragonese, Elio Sanfilippo, Roberto Tagliavia e Daniela Tolomeo.

Tra le prime adesioni figurano Fausto Maria Amato, Antonino Caleca, Antonella Compagno, Roberto D’Agostino, Beppe De Santis, Fabio Giambrone, Pasquale Hamel, Luisa La Colla, Gandolfo Librizzi, Giacomo Greco, Aurelio Maggio, Mariella Maggio, Ernesto Melluso, Manlio Mele, Mario Miceli, Valeria Militello, Silvio Moncada, Filippo Parrino, Pietro Puccio, Mario Ridulfo, Pippo Romancini, Michele Salamone, Francesco Tarantino, Gino Tripi e Giuseppe Verde.

Ha aderito inoltre il circolo palermitano dell’Associazione Nazionale Libertà Eguale.