Sono stati tutti sbarcati nella tarda serata di ieri i 42 migranti rimasti a bordo del veliero Alex della Ong Mediterranea Saving Human che ieri pomeriggio aveva forzato il blocco entrando in porto a Lampedusa dopo due giorni di attesa. L’imbarcazione è adesso sotto sequestro e l’equipaggio risulta indagato ma il braccio di ferro non è finito, al contrario si sposta ora in ambito giudiziario. L’organizzazione umanitaria, infatti, ha presentato un suo esposto alla procura di Agrigento contro la gestione del caso da parte delle autorità mentre Guardia di Finanza e Guardia Costiera hanno presentato il loro rapporto preliminare. Sull’imbarcazione questa mattina è stata eseguita una perquisizione il cui esito integrerà il rapporto della polizia giudiziaria.

Le ong si fanno forti della scelta della scorsa settimana del gip di agrigentino che ha annullato l’arresto della comandante della Sea Watch Carola Rackete e ritengono di essere nel giusto e che la legge sia illegittima. Sulla banchina del molo di Lampedusa hanno,c osì, improvvisato una conferenza stampa. “C’è stata una chiara volontà politica di non darci altra possibilità. La decisione di dirottarci a Malta era pura propaganda politica che voleva trattare le persone come sacchi di patate. Salvini voleva solo il nostro scalpo” hanno sostenuto la portavoce di Mediterranea Alessandra Sciurba e il capo missione Erasmo Palazzotto, ribattendo a tutte le accuse del Viminale sulla vicenda della nave Alex.

Ma il Ministro dell’interno Salvini precisa che il gommone da cui sono stati prelevati i migranti non era in difficoltà mentre dal viminale ribadiscono che le condizioni di necessità sarebbero state create ad arte rifiutando le forniture d’acqua. Accuse respinte dalla Ong i cui responsabili parlano di cinismo del Vice Premier Salvini “Non abbiamo rifiutato cibo e acqua dalla Guardia costiera, abbiamo preso le prime scorte e abbiamo chiesto di riempire i serbatoi d’acqua ma la Guardia costiera ci ha mandato altre 200 bottiglie d’acqua che non avrebbero fatto funzionare i servizi igienici che erano solo 2 per 60 persone; le bottiglie sarebbero state un ingombro a bordo, la nave era già instabile” ha precisato ancora Erasmo Palazzotto. “Più volte abbiamo chiesto acqua dolce per far funzionare i servizi igienici: ci hanno mandato bottigliette inutili allo scopo e che non sapevamo dove stivare”.

Intanto nella serata di ieri la Alan Kurdi, l’altra nave in arrivo a Lampedusa e che aveva sfidato l’Italia twittando: “Non temiano Salvini” ha cambiato rotta puntando verso Malta e lasciando le acque al largo di Lampedusa. “”Sì deve dimostrare – dicono dalla ong -se gli altri governi europei appoggiano l’atteggiamento dell’Italia”