Quattro minorenni, fra cui due ragazze, sono stati arrestati – in esecuzione di altrettante misure cautelari – per concorso in tentativo di omicidio e lesioni personali gravi. Ipotesi di reato aggravate dall’utilizzo di un coltello.

Cinque ragazzi (uno è ancora in fase di identificazione), lo scorso febbraio, a Licata (in provincia di Agrigento), con calci, pugni, colpi di casco e coltellate, si erano scagliati contro due immigrati, un egiziano e un tunisino.

I due feriti finirono in ospedale e uno di loro venne sottoposto a più interventi chirurgici. Le indagini della polizia hanno portato all’identificazione dei presunti responsabili: due sono stati portati al carcere minorile Malaspina di Palermo e gli altri in una comunità.

Il tentativo di omicidio avvenne – ha ricostruito la Questura di Agrigento – per un litigio dovuto a ragioni banali.

Intanto stamane, nel Siracusano, i carabinieri hanno fermato un giovane accusato di aver accoltellato un amico al culmine di una lite. I fatti sono avvenuti a Rosolini.
L’aggressione, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, è scattata nella notte tra il 26 ed il 27 maggio , quando i due, la vittima, un marocchino, e l’indagato, 24 anni, originario della Tunisia, con precedenti penali, si sono incontrati per dirimere una questione. Non correva buon sangue tra i due ma il tunisino avrebbe provato a dargli un messaggio indelebile, accoltellandolo più volte e dopo aver inflitto quei fendenti è scappato. La vicenda è finita alle orecchie dei carabinieri che si sono messi alla ricerca del ventiquattrenne, identificato e adesso denunciato.

Nelle scorse ore, sempre nel Siracusano una donna ha accoltellato il marito allo stomaco al culmine di una lite. Accecata dall’ira, la donna ha preso un coltello conservato in casa ed ha sferrato una coltellata all’addome del marito che è dovuto ricorrere alla cure dell’ospedale di Avola.
I Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà per lesioni personali gravi una donna rosolinese, di 44 anni.