“Approvata la procedura operativa per l’istituzione del Codice Rosa nei pronto soccorso della provincia di Agrigento. Oggi aggiungiamo un nuovo ed importante tassello per il contrasto alla violenza di genere“.

Così l’onorevole Giusi Savarino, riferimento del parlamento siciliano nel Forum regionale contro le violenze, da notizia della firma della delibera con la quale è stato recepito il nuovo protocollo istitutivo del “codice rosa”.

“Ringrazio il Direttore generale Dr. Alessandro Mazzara, il Direttore Sanitario Dr. Gaetano Mancuso e la Dr.ssa Maria Rita Di Grigoli, Referente Aziendale del Codice Rosa, per l’impegno profuso nel progetto e la collaborazione prestata. Serve massimo sforzo e sinergia per la tutela della donna e dei minori.
È una battaglia che dobbiamo vincere e per questo attiviamo ogni canale di sensibilizzazione e strumento di tutela e prevenzione.
La delibera odierna nasce dalla necessità di dare attuazione ad un percorso sanitario unitario assistito e prioritario, in favore delle vittime di abuso sessuale e/o maltrattamento“.

“Il codice – prosegue Giusi Savarino – rosa serve a dotare tutti gli operatori sanitari coinvolti nel percorso, di riferimenti chiari e precisi circa le fasi, le modalità di azione, le responsabilità e gli obblighi normativi.
In questo modo si garantisce alle vittime discrezione, assistenza immediata ed informazioni sulla rete di aiuto territoriale che può garantire continuità assistenziale”.

“Il punto di forza del codice rosa – conclude la deputata – è il lavoro di “task force” ovvero un gruppo operativo formato da personale socio-sanitario (infermieri, ostetriche, medici, assistenti sociali, psicologi), magistrati, avvocati, Ufficiali di Polizia giudiziaria, Forze dell’Ordine e la rete dei Centri Antiviolenza e delle altre Associazioni di Volontariato.
Attivando questa rete e coordinandola, diamo una risposta concreta a tutte le vittime di violenza che si recano al pronto soccorso, con il massimo riserbo e la giusta sensibilità che quei momenti di dolore richiedono”.

Un ulteriore passo in avanti, quindi, per tutelare le donne vittime di violenze.