Agenti della polizia municipale hanno imposto, stamani, la chiusura di un asilo privato in centro a Messina, per non avere osservato l’obbligo imposto dal decreto del presidente del Consiglio che ha sospeso tutte le attività scolastiche fino al 15 marzo. Gli agenti hanno trovato all’interno una quindicina di bimbi, di varia età, che sono stati consegnati alle famiglie. I proprietari dell’asilo sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per inosservanza delle norme del decreto sulla riduzione del rischio di diffusione del coronavirus.

Intanto è in corso all’ospedale di Sciacca (Ag) l’indagine epidemiologica necessaria per capire quanti persone siano state in contatto con la dottoressa del reparto di Medicina che ieri è risultata positiva al coronavirus. “Sono stati eseguiti 70 tamponi”, ha detto il direttore sanitario del “Giovanni Paolo II” Gaetano Migliazzo.
“Altri tamponi – ha aggiunto – saranno praticati anche nei prossimi giorni per definire in maniera completa l’eventuale potenziale rischio che si è determinato all’interno dell’ospedale. Al momento – ha concluso Migliazzo – pur in uno stato di attenzione particolare, l’attività ospedaliera procede con regolarità, solo il reparto di Medicina è tuttora in stato di quarantena”.
Il medico risultato positivo al Covid-19 è stata trasferita nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Caltanissetta. Le sue condizioni sono stabili. Il sindaco di Sciacca Francesca Valenti questa mattina è stata convocata dal prefetto di Agrigento Dario Caputo, con cui ha fatto il punto della situazione, alla luce dell’allarme sociale che il caso ha generato nella popolazione. “Stiamo ricostruendo tutti i recenti contatti della dottoressa”, ha dichiarato il primo cittadino. “A differenza delle ricostruzioni venute fuori nei primi momenti – ha aggiunto – abbiamo appreso che il medico non era stata al nord, dunque in nessuna delle zone focolaio della Lombardia e che, verosimilmente, ha contratto il virus attraverso contatti avuti in un altro comune siciliano”.

A Messina invece, è attraccata al porto la nave MSC Opera con circa 2000 passeggeri a bordo. L’ormeggio era previsto domani, ma e’ stato anticipato perche’ le autorita’ di Malta hanno negato l’approdo per ragioni di ordine pubblico pur in presenza dell’autorizzazione sanitaria. Il presidente dell’Autorita’ portuale Mario Mega ha spiegato che si sta monitorando la situazione in costante contatto con l’Ufficio di sanita’ marittima, la Capitaneria di porto e con la compagnia di navigazione. Il comandante della nave avrebbe assicurato che non
ci sono criticità sanitarie a bordo tanto che l’Autorita’ sanitaria di Messina ha rilasciato l’ok allo sbarco. Gli
operatori al terminal crociere sono stati istruiti nelle scorse settimane per le procedure da seguire: per il controllo della temperatura dei passeggeri stanno utilizzando un termoscanner mobile.

Valutare se impedire lo sbarco a Messina dei passeggeri della nave da crociera Opera della Msc, per contenere il diffondersi del Coronavirus. Lo ha chiesto, all’Unità di crisi nazionale, la Protezione civile della presidenza della Regione Siciliana, su disposizione del governatore Nello Musumeci.
“Non conoscendo la situazione sanitaria a bordo – sottolinea Musumeci – bisogna garantire utili misure sanitarie”.

“Ritengo questo decreto del governo per combattere il coronavirus indispensabile soprattutto per la necessita’ di reperire forza lavoro negli ospedali facendo ricorso al numero di specializzandi e per snellire le procedure per la realizzazione di nuove strutture”. Lo ha detto l’assessore regionale della Sicilia alla Salute, Ruggero Razza a Tgcom 24. “Il settore sanitario nazionale ha bisogno di professionalità. Le Regioni e lo stato si muovono sulla stessa linea per debellare questa emergenza’, ha aggiunto.