La procura di Agrigento ha disposto il sequestro della nave della Open Arms ferma davanti a Lampedusa e l’evacuazione immediata dei profughi a bordo.

La decisione è stata presa al termine di un vertice che si è svolto alla Capitaneria di Porto di Lampedusa tra il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che nel pomeriggio aveva fatto una ispezione sulla nave con uno staff di medici, e i vertici della Capitaneria.

E’ l’effetto dell’ispezione durata un’ora del capo della Procura di Agrigento, Luigi Patronaggio, a bordo della Open Arms, con uno staff medico.

Patronaggio non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti che lo hanno atteso nel molo. La tensione attorno alla nave è sempre molto alta.

Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, era arrivato a Lampedusa (Ag). Il trasferimento, assieme ad uno staff di medici, è stato fatto con un elicottero.

Il sequestro della nave Open Arms disposto dalla Procura di Agrigento è un sequestro preventivo. Secondo quanto, si apprende, oltre all’inchiesta per sequestro di persona avviata nei giorni scorsi sulla base di esposti della ong spagnola, i magistrati hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d’ufficio.

Il reato, previsto dall’articolo 328 del codice penale, punisce “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. Il sequestro preventivo dell’imbarcazione, ferma da giorni davanti a Lampedusa con i profughi a bordo, è stato disposto “per evitare che il reato sia portato a ulteriori conseguenze”.

Il fascicolo sarebbe a carico di ignoti: i magistrati stanno ricostruendo la catena di comando per risalire a chi ha impedito lo sbarco dei profughi che, dopo la decisione dei pm, verranno fatti scendere a terra.

Altri due migranti sono stati evacuati dalla Open Arms per motivi sanitari. Dopo che il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio ha lasciato la nave, i due sono stati caricati su una motovedetta della Capitaneria e trasferiti al molo Favarolo.

Dalle 8 di stamani sono complessivamente 17 i migranti che hanno lasciato la nave della Ong: prima uno di loro si è tuffato in mare, cercando di raggiungere cala Francese; poi altri 9 e ancora altri 5. Infine l’ennesima evacuazione medica per motivi sanitari.

Madrid ha inviato una nave militare per i migranti per recuperarli e portarli a Maiorca

“Grazie alle nostre interlocuzioni di questi giorni, la Spagna ha annunciato l’invio di una propria nave militare per trasportare i migranti della Open Arms sulle coste iberiche. Una buona notizia: finalmente l’ormai insostenibile situazione sulla nave dell’Ong potrà trovare una soluzione che tuteli le persone, a bordo ormai da 19 giorni, e che non lasci l’Italia da sola”.

Lo dice il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, in una nota. “Auspico che la Spagna – aggiunge il Ministro – risponda al nostro appello e si impegni a fermare per il futuro la Open Arms, con i mezzi e i modi che ritiene più opportuni”.

Intanto quasi 100 magistrati amministrativi tra Consiglieri di Stato e del Tar, a quanto si è appreso, hanno sottoscritto un documento per chiedere al Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa (Cpga) l’apertura di una pratica a tutela del collega del Tar del Lazio che il 14 agosto scorso ha emesso il decreto sulla Open Arms, oggetto dell’attacco, via tweet, del Senatore Maurizio Gasparri.

“Inaudita ed illegale la decisione del #tardellazio per clandestini e per #ong ci vorrebbe la galera per chi ha preso questa decisione. Siete d’accordo?”, queste le considerazioni che il senatore Gasparri ha twittato dal suo account la sera del 14 agosto, subito dopo la decisione cautelare del Tar Lazio.

Nel documento firmato dai magistrati si denunciano “le parole intimidatorie nei confronti di un magistrato amministrativo” e si esprime “piena solidarietàal collega e la preoccupazione per il propagarsi di questo tipo di commenti che, come in altri casi, per contenuto e forma, esorbitano dal diritto di critica rischiando di suscitare un inammissibile clima di avversione”.

Si sottolinea anche “la preoccupazione per la gravità e l’inaccettabilità del contenuto di questa affermazione proveniente da un parlamentare, ovvero da chi dovrebbe rispettare l’attivitàche svolgono tutte le Istituzioni, tra esse la Magistratura”.

Il documento, indirizzato all’organo di governo autonomo della magistratura amministrativa e alle associazioni sindacali, che chiede “sul piano istituzionale e sindacale, l’assunzione di opportune iniziative a tutela del prestigio e dell’indipendente esercizio della giurisdizione”, è già stato trasmesso dal presidente del Consiglio di Stato all’organo di autogoverno perché venga trattato al primo plenum del 9 settembre.