Ricominciano le esercitazioni militari a Punta Bianca e puntuali tornano anche le proteste. Appuntamento al prossimo lunedì, 16 ottobre, con un sit in organizzato dalle associazioni ambientaliste Mareamico di Agrjgento e Marevivo Sicilia. “L’Esercito Italiano – scrivono in un documento congiunto – da più di 60 anni continua a violare un territorio che, sotto l’aspetto paesaggistico, storico, ambientale, ha una valenza incommensurabile. La zona di Punta bianca, con il suo paesaggio costiero aperto verso il mare Mediterraneo, è caratterizzata da numerose piccole spiagge strette. Delimitate da scarpate di terrazzo e da balze. Questo è un luogo di eccezionale bellezza, ancora non alterato e poco compromesso da fenomeni di antropizzazione, che lo scorso anno è diventata Riserva naturale Orientata, con decreto del 28 giugno 2022”.
Territorio compromesso
Secondo gli ambientalisti questo territorio sarebbe compromesso dalla presenza delle esercitazioni militari. In particolare si parla di immissione in atmosfera di sostanze pericolose, come ad esempio i residui di polveri da sparo. “Durante le esercitazioni militari – continua il documento – vengono rilasciate grandi quantità di piombo. Sostanza velenosissima che, come tutti i metalli pesanti, è altamente tossica per l’ecosistema marino. La sua permanenza in acqua ad elevata salinità lo degrada dissolvendolo nell’ambiente marino. Il piombo entra nella catena alimentare distribuendosi nei tessuti degli organismi della fauna ittica con destinazione terminale l’uomo. Causando una serie di danni ad organi e tessuti spesso irreversibili”.
I boati paurosi per animali e persone
Altro capitolo quello dei boati dovuti alle esplosioni: “Atterriscono oltre che le persone, anche gli animali selvatici presenti in queste aree – aggiungono Mareamico e Marevivo -. Anche le forti vibrazioni, provocate dalle esplosioni, hanno già causato numerosissime frane, con un considerevole arretramento della fragile falesia. Giova ricordare che già nel 2017 la commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, dopo un sopralluogo presso il poligono di Drasy, aveva suggerito la bonifica dei luoghi”. Fu dichiarato: “Per noi è stato clamoroso – ha affermato Gian Piero Scanu, presidente della commissione parlamentare –, è incredibile che nessuno si sia mai posto il problema di andare a raccogliere le migliaia e migliaia di proiettili fatti di piombo che nei decenni sono stati sparati da terra verso il mare“.
La denuncia del 2021
Nell’ottobre del 2021 Mareamico ha presentato una denuncia riguardante il possibile e probabile inquinamento da metalli pesanti dell’area di Drasy. La Procura di Agrigento ha avviato le indagini e dopo gli accertamenti effettuati dai carabinieri del nucleo forestale ed ambientale, in collaborazione con l’Arpa regionale, è stato accertato il superamento dei livelli di sicurezza previsti per quel tipo di zona. Dopo la necessaria e tempestiva comunicazione di questa pericolosa situazione di inquinamento al comando militare, che gestisce l’area in questione, a far data dal 2 marzo dello scorso anno, l’Esercito ha disposto “la temporanea sospensione di utilizzo del poligono di Drasy, fino a data da destinarsi”. “Da quella data – rilanciano gli ambientalisti – ci saremmo aspettati che, responsabilmente, l’Esercito provvedesse alla bonifica dei luoghi, al fine di eliminare il pericolo, documentato dalla Procura di Agrigento ma invece, nulla è stato fatto!”.
La nuova ordinanza
Ora, con l’ordinanza numero 06/2023, l’Esercito italiano ha comunicato il nuovo programma di esercitazioni previste nel poligono di Drasy. Si inizierà il prossimo 16 ottobre e fino a maggio 2024. “Tali esercitazioni, oltre che inquinare i luoghi – proseguono Mareamico e Marevivo -, impediranno la pubblica fruizione della Riserva di Punta bianca. Pertanto lunedì 16 ottobre numerosi cittadini e diverse associazioni effettueranno un sit in di protesta, all’entrata della riserva di Punta Bianca, per impedire l’inizio delle esercitazioni militari”.
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