L’Italia è a rischio infrazione per quanto riguarda il caso Sea Watch 3. L’imbarcazione della Ong tedesca, e battente bandiera olandese, si trova da 12 giorni a largo dell’isola di Lampedusa con a bordo una quarantina di migranti salvati nel Mediterraneo. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiuso ogni possibilità di attracco alla nave sulla quale le condizioni delle 40 persone sarebbero sempre più critiche.

Intanto la Corte di Strasburgo ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di “misure provvisorie” da parte della Sea Watch 3 per chiedere all’Italia di consentire lo sbarco dei migranti. La Corte ha rivolto una serie di domande sia alla Sea Watch 3 che al governo italiano. Questi ultimi dovranno rispondere entro oggi pomeriggio. La Corte in base ai suoi regolamenti può chiedere all’Italia di adottare quelle che vengono definite “misure urgenti” e che “servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani”.

Il vice ministro Salvini continua a ribadire la responsabilità dei Paesi Bassi sul caso della Sea Watch 3. Il leader del Carroccio ha sottolineato che il comandante di Sea watch 3 “pur avendo richiesto, sin dall’inizio, un porto di sbarco al proprio Paese di bandiera – l’Olanda – non ha, inspiegabilmente, ricevuto risposta”. Il ministro dell’Interno ha accusato,inoltre, Carola Rackete, giovane e ideologizzata comandante di 31 anni, dello “strumentale stazionamento dell’imbarcazione, nello stesso luogo, da molti giorni e dello strumentale utilizzo dell’evoluzione delle condizioni delle persone a bordo per forzare le Autorità italiane ad autorizzare l’ingresso nelle acque territoriali e lo sbarco”. E ha avvertito  l’Olanda che “qualsiasi ulteriore peggioramento della situazione a bordo non potrà, dunque, non ricadere nell’esclusiva responsabilità dello Stato di bandiera e del Comandante e dell’equipaggio della Sea Watch 3”.

Sulla nave, intanto, le condizioni dei migranti continuano a diventare sempre più critiche. “E’ sempre più difficile mantenere la situazione sostenibile a bordo, non sappiano per quanto ancora possiamo continuare” ha detto ieri Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch.

Il 18 giugno la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta sul caso della “SeaWatch 3″ che da sei giorni è al confine delle acque territoriali italiane, a 16 miglia circa da Lampedusa. Il procuratore aggiunto, Salvatore Vella, nel fascicolo – a carico di ignoti – ha ipotizzato il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.