Fonti della Farnesina confermano che a seguito del lavoro svolto – su istruzioni del ministro Enzo Moavero Milanesi, in stretta correlazione con la Commissione europea – Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e altri stati membri dell’Ue sono disponibili ad accogliere migranti imbarcati sulla nave Sea Watch.

Si apre uno spiraglio, dunque, dopo quasi 17 giorni di calvario per i migranti della Sea Watch. La  Farnesina fa sapere che a questi quattro starebbero per aggiungersi altri.

Una notizia che arriva proprio mentre si apprende che la procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati la comandante della nave Sea Watch Carola Rackete con l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Una iscrizione che arriva solo oggi nonostante il fascicolo fosse stato aperto già da giorni perché la procura attendeva la relazione della Guardia di Finanza che ieri è stata a bordo della Sea Watch. La procura, però, non procederà ad arresti in flagranza o almeno questo sembra essere l’orientamento emerso ufficiosamente.

Intanto una nuova lettera con minacce è giunta ieri in procura ad Agrigento indirizzata al procuratore  Patronaggio ancora una volta con riferimenti alla vicenda Sea Watch.

E non cade nella polemica il portavoce del Ministero degli Esteri tedesco Reiner Breul  ‘Anche il governo italiano ha interesse a una soluzione europea del problema dei migranti e lavora al salvataggio di vite umane. Non e’ utile in questo momento puntare il dito sull’Italia’ dice  a chi gli chiede se l’atteggiamento italiano sulla Sea Watch sia criticabile, aggiungendo che ‘gli Stati non vanno lasciati da soli’.

“Il no allo sbarco e la linea dura del governo italiano e del ministro dell’Interno Matteo Salvini in particolare iniziano a dare i primi frutti. Alcuni Paesi europei stanno confermando la disponibilità ad accogliere rapidamente gli immigrati attualmente a bordo della SeaWatch. Prima di sbloccare la situazione, però, si attendono precise garanzie su numeri, tempi e modi. Il governo è determinato a perseguire chiunque abbia infranto la legge: dovrà pagarne le conseguenze. Rimane vergognoso il silenzio delle autorità olandesi”. Lo si apprende da fonti del Viminale.

Intanto una perquisizione da parte della Guardia di Finanza è in corso a bordo della Sea Watch, ferma a mezzo miglio al largo di Lampedusa.

I finanzieri, secondo quanto si apprende, sono saliti a bordo su disposizione dei pm di
Agrigento e stanno notificando al comandante Carola Rackete anche l’iscrizione nel registro degli indagati

“Stiamo valutando, stiamo vedendo le carte”. Così all’arrivo a Lampedusa il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella ha risposto a chi gli chiedeva se la procura stesse per disporre il sequestro probatorio della nave. “Noi facciamo il nostro lavoro, non ci sostituiamo a nessuno” ha aggiunto il procuratore che ha poi confermato la perquisizione a bordo della nave e l’interrogatorio della capitana Carola Rackete, in programma però domani e non oggi pomeriggio. “Non salirò a bordo – ha concluso – c’è la Finanza che sta agendo su nostra delega”.