L’inchiesta e la tempesta sull’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante vede tra gli indagati anche l’ex presidente del Senato Renato Schifani per rivelazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento. 

Renato Schifani, questa l’accusa che gli è contestata, avrebbe rivelato notizie coperte da segreto, apprese dall’ex direttore dell’Aisi Esposito che a sua volta le aveva avute da altri appartenenti alle forze di polizia, relative all’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria.

In particolare, avrebbe riferito al docente universitario Angelo Cuva (indagato) che il colonnello Giuseppe D’Agata era indagato nel procedimento.

Sono tre i capi d’imputazione . Nel primo l’ex presidente del Senato è accusato di rivelazione di segreti d’ufficio assieme all’ex direttore della prima divisione dello Sco Andrea Grassi, del capo reparto dell’Aisi Andrea Cavacece e del docente dell’Università di Palermo Angelo Cuva.

Secondo l’accusa, Grassi – dopo aver appreso la notizia dalla squadra mobile di Caltanissetta – avrebbe rivelato a Cavacece che erano state disposte delle intercettazioni nei confronti di Montante e che il colonnello D’Agata fosse indagato nello stesso procedimento in cui era coinvolto l’ex presidente di Sicindustria.

Cavacece, sostiene sempre l’accusa, a sua volta avrebbe rivelato che vi erano intercettazioni nei confronti di Montante sia al suo capo, il generale Esposito, sia a D’Agata. A quest’ultimo, però, non avrebbe detto che era indagato, cosa che invece avrebbe riferito al direttore dell’Aisi.

Quest’ultimo, tramite D’Agata, avrebbe fatto arrivare a Montante la notizia che era intercettato. Sempre Esposito, si legge ancora nel capo di imputazione, avrebbe rivelato a “Valerio Blengini – affinché si recasse da Bruno Megale, questore di Caltanissetta, al fine di attingere informazioni – e a Renato Schifani, la notizia…che D’Agata fosse indagato”.

Ed è a questo punto che entra in gioco Schifani. L’ex presidente del Senato “rivelava a Cuva la notizia, veicolata dal Grassi ed appresa dal generale Esposito, che D’Agata fosse indagato”.

Cuva, infine, riferì le informazioni allo stesso D’Agata. Schifani – assieme a Esposito e Cuva – è anche indagato per aver detto al professore, dopo averlo appreso dall’ex direttore dell’Aisi, che erano state disposte delle intercettazioni nei confronti della moglie di D’Agata. L’accusa di favoreggiamento, con Cuva, fa invece riferimento al fatto che i due “aiutavano Montante e D’Agata ad eludere le investigazioni che la procura della Repubblica di Caltanissetta stava eseguendo sul loro conto”.

Secca le replica di Schifani che si dice totalmente estraneo alla vicenda: “Apprendo con stupore l’indagine a mio carico riguardo una mia presunta condotta, che è assolutamente inesistente – dice il senatore di Forza Italia in una nota -. Mi riservo, piuttosto, di denunciare per millantato credito chi per ipotesi mi ha coinvolto e fin d’ora sono a disposizione dell’Autorità giudiziaria per comprendere meglio la vicenda ed avviare tutte le iniziative opportune, al fine di tutelarmi da un’accusa palesemente infondata. Rivendico, infine, che non ho mai avuto alcuna amicizia o frequentazione con il signor Montante, a dimostrazione dell’assoluto disinteresse nei confronti di quest’ultimo”.