La Procura della Repubblica di Gela guidata da Fernando Asaro, a conclusione di indagini preliminari, ha citato a giudizio, due dirigenti dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente che secondo l’accusa pur essendo obbligati alla conservazione e vigilanza del “lido La Conchiglia”, bene acquisito al demanio marittimo, “avrebbero omesso di compiere i lavori necessari per rimuovere il pericolo determinato dalla minaccia di rovina del manufatto”.

La struttura già danneggiata da crolli, “pericolo per le persone”

Si tratta della storica struttura balneare nel lungomare di Gela, costruita tra il 1957 e il 1958, già danneggiata da numerosi crolli parziali che ne pregiudicano, come accertato anche dal Genio Civile e Sovrintendenza Beni Culturali e Ambientali, la stabilità “nonché la stessa integrità strutturale rappresentando di fatto, un pericolo per le persone”, proseguono i magistrati.

Il sequestro nel maggio 2020

L’ex lido La Conchiglia di Gela venne sequestrato nel maggio 2020. I periti nel corso delle indagini condotte dalla Capitaneria di porto, hanno accertato l’esistenza di un reale pericolo di crollo della struttura fatiscente, che sorge in un’area sismica, e il rischio per l’incolumità dei bagnanti, nel periodo estivo, e dei senzatetto che hanno trovato rifugio nel fabbricato abbandonato.

Avrebbe dovuto essere abbattuto nel 1993

Il lido “La Conchiglia”, realizzato dai fratelli Ventura alla fine degli anni ’50, fu meta di flussi turistico-balneari, attirati dalla presenza dei maggiori big della canzone italiana che si esibivano in quel locale realizzato sul mare. Abbandonato per l’inquinamento ambientale causato dall’industria del petrolio e dalle navi-cisterne, avrebbe dovuto essere abbattuto nel 1993.
Un progetto di recupero presentato dai fratelli Ventura, mai realizzato, bloccò l’esecutività dell’ordinanza della Regione che nel 2009 lo dichiarò bene culturale istituendo vincoli di tutela. Ulteriori perizie riportarono però la struttura ad essere considerata un rudere da abbattere.
La struttura, dopo il sequestro, era stata affidata in custodia all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. Da tempo a Gela si chiede il recupero e la fruizione del lungo tratto di spiaggia occupato dai pericolosi resti del lido “La Conchiglia”.

Il degrado

L’edificio era una sorta di palafitta a tipica forma di conchiglia, realizzata in mare su pali in cemento armato, e collegata da una lunga passerella alla strada di accesso, il viale Federico II di Svevia.
La struttura, malgrado qualche tentativo di recupero, non è più tornata in attività finendo nel degrado.

(foto di repertorio)