“Il tavolo di Roma su questo cantiere ha prodotto una prima buona notizia: le penali non ci saranno. Le abbiamo superate con un accordo tra le parti. Quindi tutti i lavori che saranno fatti da ora in avanti sono liberi da penali e le aziende che verranno a lavorare sui cantieri verranno regolarmente pagate senza accantonamenti da parte di Anas”.

L’ha detto il viceministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, che questa mattina ha visitato i cantieri della Statale 640 in contrada Favarella, a Caltanissetta, dove sono ripresi i lavori per il raddoppio della strada. “Noto un cantiere vivacizzato – ha aggiunto – questo passaggio della milestones di Favarella verrà ultimato entro febbraio, quindi avvieremo la viabilità da quella che è la grande galleria fino ad Agrigento. C’è poi l’altro pezzo che ci porta dalla A19 verso Caltanissetta e nei prossimi giorni partiremo con i lavori. E’ stato uno sforzo enorme, immane, ma ci siamo riusciti grazie al buon senso che ha avuto Anas, il Comitato dei creditori e Cmc. Ha prevalso il buon senso”.

ma è sulla data di fine lavori per il completamento dell’intera opera che nascono le polemiche anche se Cancelleri ha aggiunto che sarà a fine 2022. “Ogni settimana sono qua perché più attenzione ci mettiamo e meglio è”.

“Per quanto riguarda la galleria Caltanissetta, non c’è alcun rischio crollo. Nelle prossime settimane – ha aggiunto – porterò i giornalisti in galleria per fare vedere i lavori che andremo a fare che sono molto complessi, all’avanguardia, per una serie di problemi tecnici che sono stati riscontrati. Di problemi strutturali non ce ne sono, di nessun tipo. Le infiltrazioni di acqua sono dovute al fatto che ancora l’incastro tra i pannelli non è sigillato. Sulla galleria nelle prossime settimane avremo un tavolo con l’Anas e il direttore dei lavori. Sto spingendo per la conclusione della perizia di variante che riguarda la grande galleria, di oltre 4 chilometri, e la demolizione e ricostruzione del ponte San Giuliano. Quando avremo messo a punto queste due questioni potremo firmare il contratto di affidamento definitivo con il consorzio Italia che impiegherà tra i 20 e i 22 mesi per ultimare i lavori”.

Ma il sopralluogo è stata anche l’occasione per parlare della tenuta del governo la cui esperienza è data da taluni in fase ormai di chiusura “Questo governo secondo me durerà tre anni e la vicenda delle concessioni non è motivo di rischio della caduta dell’esecutivo”.

“Italia Viva – ha continuato il viceministro – deve decidere cosa vuole fare da grande. Dobbiamo revocare le concessioni, si tratta di un atto dovuto e se lo facciamo diamo un messaggio a tutti gli imprenditori che non hanno amici nei ministeri, che sono persone oneste, che vogliono rispettare i contratti che fanno con lo Stato. Con quell’azione dimostriamo che lo Stato fa di nuovo, finalmente, lo Stato e che quindi è pronto a lavorare con gli imprenditori onesti. Cos’altro deve crollare? Chi altro deve morire? Spero che il Pd si tolga dalla testa le maxi multe, che non sono più accettabili. A chi, anche mentendo nei report, ha causato la morte di cittadini, va revocata la licenza. Bisogna sancire un concetto: in Italia chi sbaglia paga”.

E non saranno le defaillance dai 5 stelle a stabilire ne la sorte del governo ne del Movimento “Tutti quelli che stanno cercando di dire che c’è una diaspora all’interno del Movimento 5 Stelle, evidentemente non sanno fare i conti: su 338 parlamentari praticamente hanno abbandonato il movimento in 22. Facendo una percentuale corrisponde al 6,3%. Mi pare assolutamente irrisorio visto e considerato che quando eravamo all’opposizione nella passata legislatura hanno abbandonato il movimento in cifre più importanti”.

Ma la leadership potrebbe non restare uguale “Luigi di Maio ha fatto un grandissimo lavoro, ha portato il Movimento a risultati incredibili. Oggi sta facendo una grande lavoro come ministro degli Esteri. Se deciderà di abbandonare il ruolo di capo politico, saremo pronti a sostenerlo in questo passaggio nel quale il comitato di garanzia dovrà prendere le redini del Movimento per affidarlo al successivo capo politico”.

“Nessuno oggi può sostenere che Di Maio non sia stato davvero l’artefice dei grandi successi del M5S. Chi dice il contrario, mente. Deciderà Luigi cosa fare, e sono convinto che prenderà la decisione giusta. Il Movimento sta avendo un momento di riflessione sul percorso da fare. Dal 13 al 15 di marzo abbiamo gli Stati generali. Sarà l’occasione per fare il punto”.