I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania, nella prosecuzione delle attività avviate già da tempo nel territorio di alcuni Comuni facenti parte dell’estensione del Parco dell’Etna, hanno effettuato una mirata attività di riscontro nel Comune di Belpasso presso un’area di cava, già oggetto di controllo nell’anno 2019. Nel corso della verifica sono state riscontrate nuove escavazioni abusive di basalto lavico in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Sequestrata l’intera attività composta da un’area di circa 90 mila metri quadrati e da un impianto di frantumazione, nonché tre escavatori, due autocarri e tutti i locali adibiti ad uffici.

Sono state denunciate all’A.G. 4 persone, il legale rappresentante e tre dipendenti sorpresi ad operare gli scavi abusivi e l’attività di frantumazione non autorizzata. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 1.5 milioni di euro.

Proseguono le attività dei Carabinieri del NOE di Catania, intraprese sin dal 2017, nel contrasto all’escavazione abusiva di materiale lavico in provincia di Catania, nell’ambito dei controlli predisposti dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale, che hanno portato al sequestro di ben 9 cave abusive per un’estensione complessiva di circa 180 mila mq, di 41 mezzi pesanti e 5 impianti di frantumazione utilizzati al loro interno per compiere l’attività illecita, per un valore complessivo di 2 milioni e mezzo di euro.

Nelle scorse settimane, i militari del NOE di Catania, con il supporto del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania e dell’Arma Territoriale di Acireale (CT), hanno sequestrato un’altra area di circa 3.000 mq. di proprietà della Società “EUROCEM” di Acireale, dalla quale, nel corso del tempo, sono stati asportati abusivamente ingenti quantitativi – circa 30.000 metri cubici – di materiale basalto lavico, utilizzato quale componente sabbiosa nella produzione di calcestruzzi.

I controlli dei militari del NOE hanno, inoltre, consentito di appurare che l’area di cava era stata utilizzata quale discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi e non – segnatamente materiali inerti, fanghi, fusti in lamiera, contenitori di olii e liquidi per la manutenzione degli automezzi -, provenienti dalle quotidiane attività dell’azienda, nonché quale sito di stoccaggio dei fanghi derivanti dal lavaggio delle betoniere.

Il titolare dell’azienda è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Catania per i reati di “conduzione di cava abusiva” e di “gestione di discarica abusiva”.