Interrotta dai carabinieri una corsa clandestina di cavalli a Nicolosi, in provincia di Catania.

Denunciate nove persone

I militari della Compagnia di Paternò hanno denunciato nove persone per “maltrattamento degli animali”, “spettacoli o manifestazioni vietate”, “divieto di combattimento tra animali” e “interruzione di pubblico servizio”.

La gara all’alba, premio di 200mila euro per il vincitore

La gara, fissata alle prime luci dell’alba, prevedeva anche un premio di duecentomila euro per il vincitore.

I carabinieri entrano in azione, salvato il purosangue Lampo

Dopo essersi appostati nei pressi della strada dove si erano già radunate diverse centinaia di persone, i carabinieri hanno deciso di entrare in azione disperdendo gli spettatori ma riuscendo comunque a bloccare uno dei furgoni utilizzati per il trasporto dei cavalli con all’interno ancora un animale, un purosangue inglese soprannominato ‘Lampo’ e noto nell’ambiente dell’ippica per avere partecipato a competizioni di livello nazionale.

Il cavallo affidato al centro ippico, multe per oltre 7mila euro per i denunciati

Il cavallo è stato affidato al Centro per l’incremento ippico della Sicilia e sarà sottoposto ad analisi da parte dell’Asp di Paternò per l’eventuale scoperta di sostanze dopanti nel sangue. Per i denunciati sono scattate anche multe per oltre settemila euro.

Corsa clandestina di cavalli nel Palermitano finisce sui social

Il fenomeno delle corse clandestine di cavalli sta recentemente dilagando. Qualche giorno fa l’ennesima corsa clandestina di cavalli svolta nella provincia palermitana è finita sui social. Partono esposti ed indagini dei carabinieri che stanno cercando di individuare i responsabili, attraverso il video che al momento è sotto analisi, fotogramma su fotogramma. Ad aver fatto partire l’esposto l’animalista siciliano Enrico Rizzi che senza mezzi termini, attraverso le sue pagine social, parla di “corsa clandestina di cavalli a Palermo. Tutti con le magliette di un baby boss della camorra”.

L’analisi del video

Rizzi analizza nel corso del suo intervento su facebook il video in cui si vedono tantissimi motorini con in sella giovanissimi che gridano cose incomprensibili, incitando probabilmente questo o quel cavallo in gara. Qualcuno di loro indossa una t shirt che ha un chiaro riferimento a un ragazzo camorrista ucciso 7 anni anni fa, Emanuele Sibillo.

Esposto a forze dell’ordine e prefettura

Rizzi ha annunciato di aver inviato un esposto a prefettura, polizia, carabinieri e ministero dell’Interno: “Questo fenomeno criminale è molto diffuso – ha detto -, gli interventi delle forze dell’ordine ci sono stati ma evidentemente non sono sufficienti per fermare queste persone. Ricordiamo tutti che dietro le corse clandestine dei cavalli c’è sempre uno sfruttamento a danno degli animali, molto spesso dopati per correre il più velocemente possibile. E poi c’è un business milionario dietro questo fenomeno che è riconducibile alla zoo mafia”.