La Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Catania ha controllato un’agenzia abusiva di scommesse in viale M. Rapisardi. Poiché l’esercizio era aperto, in contrasto alle norme espresse nel DPCM “antiCovid”, è stata comminata una sanzione amministrativa per 400 euro.

Inoltre, è scattato il sequestro penale dei locali poiché vi si effettuavano scommesse sportive pur essendo privi di autorizzazione di Polizia. Dal controllo sono anche scaturiti una sanzione di euro 10.000 e il sequestro amministrativo di un PC poiché adibito a “slot machine”. Continua l’attività della Polizia di Stato volta, tra l’altro, alla verifica del rispetto delle prescrizioni previste dal DPCM “antiCovid”, allo scopo di assicurare che gli esercizi pubblici, per i quali è prescritta la chiusura, rispettino tale obbligo.

Il Questore di Catania Mario Della Cioppa ha anche applicato l’Avviso Orale, nella forma aggravata, a una donna catanese di 47 anni sottoposta agli arresti domiciliari per detenzione di armi e droga. L’insolito sta proprio nel fatto che una misura di prevenzione, che di per sé mira a evitare comportamenti socialmente pericolosi, sia stata applicata a una persona che – dovendo rimanere rinchiusa in casa – non dovrebbe poter commettere alcunché di pericoloso. E invece, la donna è riuscita a violare la Legge anche standosene confinata in casa: infatti, aveva dotato la sua abitazione, nel quartiere San Cristoforo, di un impianto di videosorveglianza che la proteggeva con ben 4 telecamere collegate a una smart tv con le permettevano di accorgersi per tempo di eventuali controlli da parte delle FF.OO.

In questo caso, differentemente dall’Avviso Orale “semplice”, oltre alla proposta per l’irrogazione della Sorveglianza Speciale, la violazione del divieto comporta un reato punito con la reclusione da uno a tre anni e la multa da euro 1.559 a euro 5.164; gli strumenti, gli apparati, i mezzi e i programmi posseduti o utilizzati sono confiscati ed assegnati alle Forze di Polizia, se ne fanno richiesta, per essere impiegati nei compiti d’istituto.