Caro governatore sbloccaci i 6 miliardi di euro che il governo Renzi ha messo con i Patti territoriali e che sono fermi e che devono essere spesi. Questo è il presente della Sicilia, poi sul futuro ci sarà modo di pensare e ragionare”. E’ l’invito di Matteo Renzi al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a margine di un’iniziativa politica di Italia Viva a Catania.

“La situazione delle infrastrutture in Italia va rimessa a posto, in Sicilia è ridicola. Io vivo in una città in cui in 10 minuti arrivo alla stazione e poi sono a un’ora mezza per andare a Roma o a Milano. L’unità d’Italia non c’è sulle ferrovie, c’è nei libri di Storia e nelle Istituzioni” ha detto Renzi parlando della Sicilia.

“Contro questo gap infrastrutturale – ha aggiunto – il mio governo ha fatto uno sforzo di finanziamenti. Mi dicevano ‘servono i soldi, servono i soldi…’, col senno di poi forse dovevamo mettere qualche soldo di meno, ma dare qualche segnale di sblocco in più. E se uno ci pensa il sistema dei commissariamenti in almeno due città: Milano e Pompei”.

Renzi ha delineato lo ‘scopo’ del nuovo partito fondato: “Non facciamo troppi ragionamenti astratti, Italia viva nasce per dare risposte concrete: sblocchiamo i cantieri affinché la gente abbia un lavoro e non il reddito di cittadinanza. Noi dobbiamo dare lavoro di cittadinanza”.

Poi, ha fatto un’analisi della situazione politica attuale: “Chi pensa che la politica sia riformismo e moderazione non può stare con Salvini perché lui è l’estremista per definizione“, ha detto.

E ancora: “L’elettorato in Sicilia è mobile, come nel resto del Paese. In questa regione, dove c’è stato il 61-0 del centrodestra nel 2001, un anno e mezzo fa il M5s ha preso percentuali bulgare. Quindi c’è un elettorato che vota di volta in volta soggetti diversi. Io penso che una larga parte dell’elettorato moderato siciliano che rifiuta gli estremismi non può stare dentro la scommessa politica di Matteo Salvini, perché è lui la negazione di chi pensa che la politica sia riformismo e moderazione: Salvini è l’estremista per definizione. Molta gente che in passato ha votato Forza Italia – ha osservato Renzi – sicuramente voterà per noi”.

Renzi ha tenuto a dare la sua interpretazione di alcuni aspetti degli scenari politici passati: “Con il governo Salvini-Di Maio lo scorso anno è successa un cosa brutta: il Pil dell’Italia che era salito a più 1,7% è scivolato a zero. E questo è un dramma perché vuol dire meno posti di lavoro. Noi abbiamo fatto un governo di emergenza con i M5s perché c’era Salvini che ci voleva fare uscire dall’Euro e che voleva andare a elezioni perché voleva pieni poteri. Però l’accordo con i M5s – ha aggiunto – riguarda questa contingenza col governo nazionale e basta. Per il resto non siamo d’accordo con i M5s e il simbolo di tutto questo è il reddito di cittadinanza“.

Intanto il segretario provinciale del Pd di Messina, Paolo Starvaggi, si è dimesso dopo le polemiche seguite alla sua presenza alla Leopolda, l’ottobre scorso, per la convention di Italia Viva. Starvaggi ha sempre detto che si è trovato lì solo per pochi minuti e che era a Firenze per altri motivi.

“Dopo l’attacco mediatico strumentale e ingiusto messo a segno contro la mia persona – scrive in una lettera al segretario nazionale e al vicesegretario di Messina del Pd – ed estremamente dannoso per il partito, non ha avuto l’esito sperato la mia nota a Zingaretti, alla Commissione nazionale di garanzia ed al Commissario regionale. Auspicavo un intervento della segreteria nazionale per ‘consentire il superamento delle contrapposizioni e delle eccessive tensioni, nell’interesse supremo del partito'”.

(foto di repertorio)