Ritorna a piede libero l’imprenditore Pietro Matteo Iacuzzo, che era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti degli appalti pubblici dell’Anas di Catania. il gip Anna Maria Cristaldi ha accolto la richiesta degli avvocati Gioacchino Genchi e Francesco Caratozzolo, tenuto conto che “sono venute meno le esigenze cautelari poste a fondamento della misura”.

Iacuzzo, infatti, aveva preferito rinunciare alla richiesta di riesame nell’intento di chiarire la sua posizione, chiedendo di essere sottoposto a un interrogatorio, in cui non aveva esitato a rispondere a tutte le domande postegli dai pubblici ministeri e dagli investigatori etnei.

L’imprenditore, dunque, ha fornito la sua versione dei fatti con circostanziati elementi di riscontro, anche mediante esibizione della documentazione che è stato autorizzato a consultare.
In particolare, Iacuzzo ha fornito ampie e dettagliate argomentazioni sulle ragioni che lo avrebbero costretto a corrispondere in più riprese delle somme di denaro in relazione a tre contratti di cui era direttore dei lavori di risanamento della pavimentazione stradale dei due lotti della Strada Statale 288 e del lotto relativo ai lavori di riqualificazione del piano viabile nel Comune di Caltagirone. Stessa cosa ha fatto in relazione alle ulteriori somme di denaro che in più riprese sarebbe stato costretto a corrispondere per due contratti relativi ai lavori di manutenzione straordinaria della pavimentazione delle strade di competenza Anas.

In modo assolutamente spontaneo e altrettanto circostanziato, inoltre, Iacuzzo ha fornito ai pubblici ministeri inediti elementi sul ruolo che alcuni personaggi avrebbero avuto nel sistema impositivo delle forniture dei materiali e dei servizi. Fatto che sembra essere l’aspetto più grave delle condotte concussive poste da diversi pubblici ufficiali del Compartimento Anas di Catania in danno di Iacuzzo e della Società che al tempo Iacuzzo rappresentava.
La circostanza della revoca integrale della misura cautelare in carcere senza l’imposizione di alcuna prescrizione e le approfondire indagini difensive che i difensori e i loro consulenti stanno svolgendo senza sosta, lasciano sperare in una riqualificazione delle condotte contestate all’indagato e in una sollecita definizione del procedimento, anche grazie al l’accuratezza delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Catania.