Palermo. “Il commercio palermitano attraversa una fase critica, non può permettersi altre perdite e non può più essere lasciato solo alle proprie forze”. Lo afferma il commissario della Uil Sicilia, Emanuele Ronzoni che insieme a Ida Saja, segretaria della UilTucs Sicilia, guarda alla crisi del comparto. Secondo i dati del sindacato nei primi nove mesi del 2026 il commercio all’ingrosso e al dettaglio ha registrato il saldo negativo più consistente tra i settori, perdendo 314 imprese e passando da 11.908 a 11.594 attività con una contrazione del 2,64%. Gli addetti sono invece cresciuti del 4,97%, un dato che conferma l’importanza strategica del settore per l’occupazione ma anche la necessità di proteggere le imprese e i lavoratori più esposti alle crisi. Le criticità del settore sono già note: costi di gestione e energia elevati, calo dei consumi, contratti precari, lavoro povero, desertificazione commerciale e incertezza legata a eventi come l’incendio del Conca d’Oro. E proprio sulla parziale riapertura del centro, Ronzoni e Saja hanno precisato: “Non si può considerare una vittoria condivisa, almeno fino a quando le 25 attività del centro restano chiuse con centinaia di lavoratrici e lavoratori a rischio, 1200 in tutto più i 300 dell’Indotto. Mancano, infatti, ancora autorizzazioni, interventi di sicurezza e un calendario certo per la zona rossa. Abbiamo già chiesto alla Regione un piano immediato che garantisca date precise, tutela del reddito, mantenimento dell’occupazione e soluzioni concrete per le attività che non possono ripartire. Servono certezze, tutela e prospettive per il lavoro nel settore. Non bastano dichiarazioni ma è necessaria una strategia organica per il commercio palermitano perché ogni chiusura significa non soltanto la perdita di un’impresa ma spesso la messa a rischio di famiglie intere”. 


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