Si è svolto ieri, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il tavolo sulla vertenza dello stabilimento Pfizer di Catania, presieduto dal ministro Adolfo Urso. All’incontro hanno partecipato i vertici internazionali di Pfizer, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali.
Al centro del confronto, il futuro del sito produttivo etneo e dei 330 lavoratori coinvolti nella vertenza, insieme alla salvaguardia delle competenze professionali e della continuità industriale.
Durante l’incontro è emerso che tre società internazionali hanno manifestato interesse ad approfondire il dossier per l’acquisizione dell’intero stabilimento di Catania.
Alla luce di questa disponibilità, Pfizer si è impegnata a non dismettere le linee produttive, anche oltre il 31 ottobre, fino alla conclusione delle verifiche che il Ministero condurrà con i potenziali investitori.
L’azienda ha inoltre assunto l’impegno di ritirare la procedura qualora, entro il 31 dicembre, l’interesse all’acquisizione dovesse concretizzarsi.
“Accogliamo con favore la notizia dei tre player che hanno manifestato interesse all’acquisizione del sito di Catania”, dichiara Giuseppe La Mendola, segretario provinciale FIALC CISAL Catania e responsabile nazionale FIALC CISAL. “Bisogna però essere chiari con i lavoratori. Una manifestazione di interesse è soltanto il primo passo di un percorso lungo e complesso. Non è un’offerta vincolante e non ha valore di impegno giuridico. Ad oggi, quindi, non c’è ancora nulla di concreto: servono piani industriali, garanzie occupazionali e offerte vere”.
La posizione della FIALC CISAL rimane ferma anche rispetto alla procedura prevista dalla legge 234/2021.
“Per questo la nostra linea è netta”, sottolinea La Mendola. “La FIALC CISAL non sottoscriverà alcun accordo nell’ambito della procedura prevista dalla legge 234/2021, se non a condizioni di miglior favore per i lavoratori. Non firmeremo nulla prima di conoscere il nome del soggetto che intende acquisire il sito e prima che venga presentato un piano industriale serio. Quel piano dovrà indicare investimenti, produzioni, tempi e garanzie occupazionali. Non accetteremo di chiudere la partita dei lavoratori al buio”.
Un altro punto centrale della posizione sindacale riguarda il rischio che lo stabilimento possa finire nelle mani di investitori interessati prevalentemente al patrimonio immobiliare, anziché alla prosecuzione delle attività farmaceutiche.
“La posizione della FIALC CISAL resta la stessa”, prosegue La Mendola. “Riteniamo che il sito di Catania possa essere esposto all’interesse di soggetti o fondi di natura speculativa, più attenti al valore dell’area e degli immobili che alla continuità della produzione farmaceutica. È un rischio che non possiamo sottovalutare. Per questo abbiamo inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una richiesta formale di attivazione del Golden Power. Lo Stato potrebbe così porre condizioni precise a tutela della vocazione farmaceutica dello stabilimento”.
La Mendola interviene anche sul possibile peso dell’iniziativa sindacale nell’attenzione riservata dal Governo alla vertenza.
“Non possiamo stabilire con certezza quale peso abbia avuto la nostra iniziativa”, aggiunge La Mendola. “Riteniamo però plausibile che un atto ufficiale di questo tipo abbia contribuito a richiamare l’attenzione del Governo sulla vertenza. Potrebbe anche aver scoraggiato, o quantomeno rallentato, eventuali operazioni di carattere speculativo”.
La FIALC CISAL ribadisce infine la necessità di mantenere alta l’attenzione su ogni passaggio della possibile acquisizione, affinché l’eventuale cambio di proprietà garantisca un futuro industriale concreto allo stabilimento catanese. “Continueremo a vigilare in ogni fase del percorso», conclude La Mendola. «Il sito di Catania deve restare un polo farmaceutico, con le sue linee, le sue autorizzazioni e soprattutto i suoi lavoratori. La FIALC CISAL resta, come sempre, al fianco dei lavoratori”.
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