Le immagini della fila di autovetture che stanotte hanno raggiunto la Sicilia dopo l’imbarco in Calabria e che il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha rilanciato sui social sono impressionanti. Quello che fino a qualche giorno fa non era nè giusto né giustificabile ma in qualche modo e in alcuni casi poteva, forse, ancora essere “spiegato” adesso è semplice e pura follia. Basta! Musumeci chiede altri controlli, chiama in causa il Prefetto di Messina Librizzi e fa benissimo”.

Lo dice il deputato nazionale della Lega Nino Minardo.

“Conosco entrambi – dice Minardo – e ho fiducia nel loro operato ma mi permetto di incalzarli con la massima forza. Il porto di Messina deve essere sigillato, blindato, a parte le rarissime eccezioni di chi dalla Calabria viene in Sicilia perché “pendolare autorizzato” (appartenente alle forze dell’ordine o ai lavoratori del comparto sanitario) per tutti gli altri l’imbarco a Villa San Giovanni e lo sbarco a Messina devono essere impediti. Impediti!”.

“In questa terribile pandemia globale – conclude Minardo – la Sicilia finora ha avuto un numero tutto sommato “accettabile” di contagi e vittime ma le prossime due settimane sono decisive per evitare che la situazione sfugga di mano, i nostri ospedali collassino e il numero dei morti cresca in maniera esponenziale. E abbiamo anche la fortuna geografica di essere un’isola che, in questa fase, possiamo immaginare con la metafora di un imbuto: tutto ciò che si riversa in Sicilia adesso passa per lo Stretto di Messina. Da parlamentare nazionale li invoco a gran forza e mi sono già attivato in tutte le sedi perché ciò, finalmente, avvenga!”.

Su quanto avvenuto questa notte nello Stretto di Messina interviene anche Stefano Candiani, il segretario regionale della Lega in Sicilia.

“Non ci siamo, questo non è un modo serio di affrontare l’emergenza. Dai provvedimenti – dice Candiani – e dai buoni propositi, bisogna adesso passare all’azione, alla gestione dell’emergenza sul territorio con provvedimenti sensati, controlli rigidi e grande senso di responsabilità a tutti i livelli”.

“C’è una irresponsabilità diffusa – continua Candiani – come dimostrano il flusso di auto verso la Sicilia rilevato sullo stretto di Messina o ancora i focolai scoppiati a causa di comportamenti sconsiderati di soggetti rientrati dalle zone con altissimo numero di contagi. Serve rinforzare la macchina dei controlli per impedire una diffusione inarrestabile dell’epidemia nell’isola”.

“Allo stesso modo – aggiunge il segretario della Lega in Sicilia – riteniamo inaccettabile che davanti ai supermercati e agli alimentari si formino costantemente assembramenti di persone in attesa di entrare. Non ha senso chiudere i parchi e poi trovare cinquanta persone davanti all’ingresso di un supermercato, e non è neppure umano sottoporre le persone a file estenuanti anche di due, tre ore”.

“Sotto questo aspetto le restrizioni sull’apertura di supermercati e alimentari adottate in questi giorni ci lasciano perplessi anche alla luce di quanto è accaduto tra venerdì e sabato; chiediamo al governatore Musumeci di rivederle al più presto in direzione opposta, ovvero attraverso un coordinamento con la grande distribuzione, che per senso di responsabilità non dubitiamo vorrà collaborare, al fine di garantire la più ampia apertura di orari, in modo da ridurre la concentrazione di persone. Occorrono scelte che mirino a tutelare il personale attraverso misure di sicurezza, per tutti, per i cittadini che hanno bisogno di approvvigionarsi e per i lavoratori interessati che necessitano di adeguato riposo e turnazione” conclude Candiani.