Cinque componenti dell’equipaggio della nave Cartour Delta, bloccata attualmente nel porto di Messina, sono risultati essere positivi al Covid19. Lo conferma la stessa compagnia Caronte & Tourist.
La nota è stata diramata dalla società per chiarire la vicenda della nave ferma dopo che alcuni marittimi erano risultati positivi al Coronavirus ed inizia affermando che la situazione è sotto controllo:

“Confermiamo che la situazione è sotto controllo e che dei suoi sviluppi vengono tempestivamente informate le Autorità marittime e sanitarie di riferimento. Confermiamo, altresì, che anche in questo caso come in passato C&T ha applicato i rigidissimi protocolli di sicurezza dei quali la Compagnia si è autonomamente dotata già l’anno scorso, all’inizio della pandemia. Ciò a tutela della salute dei propri equipaggi e dei propri passeggeri”.

I cinque positivi trasferiti in strutture protette a Messina

La comunicazione continua spiegando il modus operandi dell’azienda per affrontare la situazione di emergenza: “Tutti i membri dell’equipaggio – spiega C&T – sono stati sottoposti a tampone rapido e successivamente a tampone molecolare mentre i cinque positivi sono stati sbarcati e trasferiti in strutture protette a Messina. La nave è stata sottoposta a due radicali processi di sanificazione. Il Comandante della Cartour Delta è sempre rimasto a bordo ed è in costante collegamento con i vertici della Compagnia”.

E termina: “Una volta giunto l’esito dei tamponi molecolari – conclude la nota – si deciderà se la nave stasera potrà rientrare regolarmente in linea”.

A fine marzo il primo caso di variante A27 nella città dello Stretto

Qualche giorno, a fine marzo, fa il Policlinico di Messina individuò la variante africana del coronavirus A27 già identificata in passato in Slovenia. La scoperta a seguito di un tampone di un migrante di 16 anni originario del Sudan, fuggito dal centro di Pozzallo e poi ricoverato qualche giorno fa a Villa Contino, nella città dello Stretto.
Nel laboratorio del Policlinico, guidato dai professori Giuseppe Mancuso e Teresa Pollicino, giovedì scorso era stata isolata la variante nigeriana in un altro sedicenne originario della Guinea, sempre cappato dal Centro di Pozzallo.