“Non piegheremo la schiena ad atti di prepotenza che giustificano l’abbandono in cui versano i nostri territori a causa dell’abbandono dello Stato. Abbiamo il diritto di ricevere ciò che ci spetta per ripianare il disavanzo del 2018 e programmare gli investimenti del prossimo triennio”.

A parlare è il sindaco di Messina, Cateno De Luca, che con queste parole invita tutti i sindaci e i dipendenti della città metropolitana, i dirigenti scolastici, gli studenti, i sindacati, le associazioni di categoria e il popolo della città e della provincia di Messina alla “Marcia della dignità”.

Il giorno è oggi e nella città dello Stretto scendono in piazza proprio tutti. Non è solo il giorno dei lavoratori ma quello della lotta per salvare gli Enti intermedi condannati a morte dalla mancanza di risorse. Una protesta contro lo Stato che ha avanzato una proposta definita inaccettabile da tutti.

“Con la marcia – aggiunge il primo cittadino metropolitano di Messina– dei tanti sindaci interrompiamo l’assordante silenzio sui finanziamenti statali destinati alle ex province siciliane”.

La marcia riunisce i manifestanti alle 9 in Piazza Duomo a Messina, prevede corteo sino alla Prefettura, dove De Luca consegna la fascia di sindaco della Città metropolitana e si autosospende dalle funzioni. “Un segnale forte – conclude- che possa essere da stimolo per il rilancio della nostra economia”.

E sono dure, con toni da scontro, anche le parole del Presidente della Regione Nello Musumeci “La posizione del Movimento 5Stelle contro le Province sembra la vera ragione per la quale non sono state ancora accolte le nostre richieste sulle risorse finanziarie sottratte a quegli Enti, con la complicità del passato governo di centrosinistra. Venerdì 3 maggio sarà l’ultimo giorno utile perché vengano depositati gli emendamenti alla legge di riordino recentemente varata dal Governo. È quella l’occasione per dare attuazione all’accordo che il Governo regionale ha sottoscritto con Roma”.

“L’interlocuzione tra il ministero dell’Economia e la Regione Siciliana – continua il governatore – non si è mai interrotta – ne riconosco il merito al vice ministro Garavaglia e al sottosegretario Villarosa – ma siamo arrivati al limite e non si può più andare oltre. E purtroppo quella che viene rappresentata appare come un’assenza di impulsi politici da parte del Governo centrale. Rivolgo, così, un accorato appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al vice presidente Matteo Salvini affinché non si lascino morire enti locali che ad oggi gestiscono servizi fondamentali per le comunità. Nessuno meglio di me sa quanto la corretta e sana gestione di un ente intermedio possa essere un aiuto concreto per centinaia di sindaci e quanto i territori possano trovarne giovamento”.

“Personalmente – prosegue Musumeci – sono disponibile a raggiungere il presidente Conte o il suo vice a qualsiasi ora, perché mentre l’Istat descrive una ripresa economica che stenta, l’assurda decisione del Governo nazionale di penalizzare ancora i bilanci delle Province rischia di cancellare investimenti per centinaia di milioni di euro. E la Sicilia non se lo può permettere. Ma, soprattutto, la Sicilia non lo permetterà”.

Intanto “Il sindacato Csa – Fiadel di Messina con la segreteria regionale Sicilia aderiscono e partecipano alla manifestazione” dichiara il segretario Giuseppe Badagliacca.

“Non si riesce a intravedere la luce in fondo al tunnel in cui sono finite le ex Province regionali siciliane e dentro il quale si stanno perdendo milioni di euro di progetti ed il futuro di centinaia di lavoratori sia di ruolo che precari. – aggiunge Badagliacca – Come sindacato Csa abbiamo da sempre, spesso in solitudine, seguito la vertenza dal nascere, promuovendo manifestazioni e cercando di attirare l’attenzione della politica nazionale e regionale al fine di evitare quello che di fatto è accaduto.

Bisogna assumere una posizione forte che crei la sinergia tra governo nazionale e regionale per evitare che a continuare a pagarne siano i lavoratori e la mancanza di servizi di manutenzione nelle scuole, strade e in quello che è di competenza delle ex province, proprio per questo auspichiamo anche la partecipazione delle scuole”.

“Riteniamo di non poter mancare – dichiara Santino Paladino – come organizzazione sindacale che è sempre stata in prima linea in questa vicenda, ad un appuntamento che vede coinvolti, com’era auspicabile, i rappresentanti del territorio che sono i primi a dover far sentire la propria voce per l’impossibilità della ex provincia di erogare gli importanti servizi di cui è sempre depositaria”.

Alla marcia partecipano con il CSA i lavoratori che svolgono il servizio di assistenza e trasporto per gli studenti disabili che frequentano le scuole medie superiori e anche i lavoratori ASU della Città Metropolitana di Messina – dice ancora Clara Crocé. Rivendicano un contratto di lavoro e la fuoriuscita, visto che le condizioni attuali della ex Provincia non consentono la stabilizzazione dei precari”.