Cateno De Luca contro tutti. Messina in questi giorni è un teatro di battaglia dove le istituzioni si scontrano a colpi di divieti e provvedimenti che si scavalcano a vicenda. Qualche giorno fa il sindaco aveva annunciato un’ordinanza particolarmente rigida: coprifuoco e chiusura di qualsiasi attività non necessaria, anche degli uffici, andando contro il decreto di Roma che, invece, secondo De Luca, ha lasciato aperte molte più attività di quanto fosse necessario.

La risposta del Governo è arrivata con uno stop all’ordinanza, ritenuta illegittima, ma nonostante l’ammonizione del Ministero dell’Interno, il sindaco ha ribadito la sua volontà di andare avanti e di firmare il provvedimento.

Da ultimo il sindaco della città dello Stretto si è scontrato anche con il Presidente della Regione contestandone l’ordinanza sui controlli agli arrivi a Messina e sul trasferimento del traffico merci per migliori controlli.

Un clima infuocato di botte e risposte dove l’emergenza reale sembra solo il contesto sfumato di un pugno di ferro tra le istituzioni.

Sullo sfondo, una gruppo di cittadini e di associazioni spaventati dalle ordinanze di De Luca del quale, in una lettera inviata al Presidente della Regione Musumeci, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al prefetto di Messina, hanno chiesto la rimozione. “Siamo un gruppo di cittadini messinesi, attivi nel mondo delle professioni, della ricerca e del volontariato. Vi Scriviamo perché profondamente preoccupati dalle azioni del Sindaco di Messina, Cateno De Luca, nel quadro di crisi causato dall’emergenza Covid-19.

Siamo consapevoli, e ne abbiamo avuto prova, che la situazione della città è sotto la vostra attenzione. Ciò nondimeno, in data odierna, un doloroso senso di inquietudine si è impadronito di noi e siamo qui a chiedere un intervento volto a sospendere un amministratore chiaramente inadeguato a fronteggiare il momento. Per il tramite di S.E. il Prefetto Librizzi siete perfettamente a conoscenza delle ripetute dichiarazioni del Sindaco De Luca, volte a screditare l’operato del governo nazionale attraverso l’impiego di espressioni quale “acqua fresca” per definire i decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ugualmente siete informati dei tentativi di concorrere con i provvedimenti della Presidenza del Consiglio e, dunque, dei tentativi di emanare una serie di ordinanze locali in chiara contraddizione coi dispositivi emergenziali centrali. Non faticherete dunque a comprendere come questa frenetica e sconnessa attività normativa concorrente, volta – per ammissione esplicita del sindaco – ad accrescere la sensibilità e le paure della popolazione, sia intervenuta sulla disponibilità dei trasporti, sugli orari dei negozi, sui costi fissi dei commercianti e abbia, soprattutto, generato confusione nella cittadinanza. In questo quadro la popolazione non è certa di quali dispositivi prevalgano, di quali siano gli orari di apertura dei negozi e di una miriade di altri aspetti, anche minori, legati alle libertà e alle facoltà individuali.

Più esplicitamente, riteniamo di essere in presenza di reiterate violazioni di legge e di una rottura, sistematica e volontaria, del principio di leale collaborazione che sovrintende costituzionalmente al dialogo tra livelli istituzionali. Oltre che al richiamo a misure sproporzionate rispetto a quell’equilibrio costituzionale ripetutamente evocato dal Primo Ministro e prive di un’adeguata istruttoria scientifica. Alla luce di quanto sin qui osservato, e pur comprendendo le difficoltà ad aprire un conflitto istituzionale esplicito in una fase come quella attuale, preghiamo comunque le SS.VV. di volere valutare un deciso e risolutivo intervento atto a limitare le azioni del Sindaco Cateno De Luca, che possa anche comprendere la rimozione dello stesso. In allegato un’appendice contenente alcuni link e screenshot pertinenti alla pagina Facebook ufficiale ‘De Luca sindaco di Messina’, che potranno essere utili ai fini di una valutazione della comunicazione pubblica del Sindaco.”

Ai firmatari della lettera contro De Luca ha risposto con una nota il Comitato Messina Nord: “Cari 34 cittadini che avete firmato e inviato la lettera a Conte, Musumeci e al prefetto; anche se non vi conosciamo possiamo immaginare chi siete. In questo momento di crisi mondiale dove scienziati, medici e infermieri lavorano H24, per la nostra salute e per trovare un vaccino per chiudere questa brutta pagina di storia che possiamo paragonare allo sterminio degli ebrei, la vostra letterina è inutile sterile e insignificante.

Dobbiamo essere tutti uniti non è questo il tempo di fare polemiche e puntare il dito. Lo Stato ha detto di restare a casa di limitare le nostre uscite, solo per andare a lavorare e acquistare beni di prima necessità, e se il nostro Sindaco ha aggiunto altre restrizioni l’ha fatto per il nostro bene, per tutelare la sua comunità conoscendo le grosse limitazioni nei nosocomi cittadini e regionali. Se troverete la profumeria chiusa pazienza, e se già molti commercianti hanno deciso di chiudere senza attendere ordinanze hanno fatto bene, oggi non è indispensabile comprare un vestito un paio di scarpe, un profumo o un gelato, oggi e nei prossimi giorni servono solo beni di prima necessità (alimentari, medicine).

Questo non è un film o un gioco questo è il momento di essere uniti e rispettare le regole per il bene di tutti. E se proprio volete scrivere a Conte o al Ministro dell’Interno fatelo magari per invitarli a incrementare e sostenere in maniera più adeguata il sistema sanitario locale che, come voi sapete bene non è paragonabile a quello del nord Italia.Ecco se proprio la vostra mano non può frenare la voglia di scrivere fatelo ma, in maniera costruttiva!”