Adesso è ufficiale: sarà la Costruzioni Bruno Teodoro di Capo d’Orlando ad occuparsi della realizzazione dei due pennelli di rocce e della scogliera soffolta che serviranno a proteggere dalle mareggiate il laghetto di Punta Lingua che si trova nel versante sud-orientale dell’Isola di Salina, una delle perle dell’arcipelago eoliano. L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ha infatti completato tutte le verifiche sulla graduatoria della gara.

Via libera, dunque, alla consegna dei lavori che serviranno anche a mettere in sicurezza quella parte del centro abitato che, a partire dagli anni Ottanta, era stata minacciata dalle esondazioni dell’incantevole specchio d’acqua separato dal mare soltanto da una sottile porzione di spiaggia. A correre il medesimo rischio, una struttura alberghiera e l’area archeologica in cui sorge il reticolato delle antiche vasche che servivano per l’estrazione del sale.

L’intervento finanziato dalla Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce, e appaltato per oltre un milione di euro, prevede il ripascimento del litorale al termine della collocazione delle barriere. Quel tratto di costa è meta di migliaia di turisti anche perchè, tra l’altro, alla sua estremità si trova il faro che ospita il “Museo del Mare e del Sale”.

Ma gli interventi contro il dissesto idrogeologico non si fermano a Salina. Risagomatura delle sponde, pulizia dell’alveo, ricostituzione degli argini. A occuparsi delle opere per la messa in sicurezza dei torrenti Allume e Sciglio, che attraversano il territorio di Roccalumera, nel Messinese, sarà la Cospin srl di Catania che ha avuto il definitivo via libera proprio dall’Ufficio contro il dissesto idrogeologico. La Struttura commissariale, dopo avere espletato la gara per l’assegnazione dei lavori, ha portato a termine tutte le verifiche ufficializzando la graduatoria finale.

Si chiude, così, un’allerta durata un ventennio nel corso del quale si sono verificate violente esondazioni che, oltre a innescare fenomeni di erosione al piede del pendio sul quale sorgono diverse abitazioni, hanno puntualmente allagato i campi circostanti provocando danni e disagi. Per l’intervento di recupero dei due corsi d’acqua sono stati stanziati complessivamente tre milioni e settecentocinquanta mila euro, un budget cospicuo a dimostrazione della grande attenzione rivolta a un territorio che ha una classificazione R4, vale a dire ad alto rischio. Gli interventi programmati serviranno, tra l’altro, a garantire la piena percorribilità della strada statale 114 che collega Roccalumera a Furci Siculo.