Per la zona jonica del Messinese si tratta di un intervento molto atteso. Quello di Santa Teresa di Riva, infatti, è un tratto di litorale molto esposto ai venti di grecale e di scirocco e i centri abitati litoranei si estendono verso il mare con edifici molto vicini alla linea di costa. Per questo motivo, le infrastrutture risultano particolarmente soggette all’azione delle mareggiate che hanno ristretto fortemente l’ampiezza della spiaggia: negli ultimi dieci anni c’è stato un arretramento medio di circa quindici metri. Una situazione a dir poco critica se si considera che alcuni punti del litorale sono stati classificati con un indice di pericolosità P3 e di rischio R4.

A intervenire, adesso, sarà l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci . La struttura commissariale guidata da Maurizio Croce ha, infatti, pubblicato l’avviso di gara relativo ai lavori. Previsto un appalto integrato con un finanziamento sia del progetto esecutivo sia dell’opera, per un importo di 7,5 milioni di euro.

Tra le soluzioni tecniche previste, la realizzazione di quattordici pennelli in massi naturali di natura lavica e il ripascimento emerso del litorale per una lunghezza complessiva di tre chilometri. L’obiettivo è quello di garantire l’integrità degli ecosistemi, del paesaggio e della geomorfologia in un sito nel quale, durante i marosi più forti, le onde raggiungono e oltrepassano il lungomare, con grave pregiudizio per l’incolumità pubblica, per non parlare dei danni subiti dalle strutture in una località che ha una forte vocazione turistica.

Sempre sul fronte prevenzione ed interventi contro il dissesto idrogeologico sono stanziate risorse anche per Casteldaccia, nel Palermitano.
Da ben quindici anni  questo territorio, attendeva le risorse per potere realizzare la sistemazione idraulica del Vallone Perriera, lì dove scorre l’omonimo torrente diventato, col passare del tempo, assolutamente insufficiente a raccogliere le acque piovane e a indirizzarle a mare. Da qui, nelle giornate di insistenti temporali, i continui allagamenti della circonvallazione e dei terreni limitrofi, con forti rischi e pesanti disagi per automobilisti e abitanti del luogo.

Adesso, però, a destinare le somme necessarie a quel progetto di messa in sicurezza risalente al 2005, ha pensato l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Si tratta, complessivamente, di sette milioni e 450 mila euro che la Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce sta subito per impiegare: la gara per assegnare i lavori è stata, infatti, già pubblicata e le domande dovranno arrivare entro il prossimo 29 gennaio. L’intervento sul Perriera, che costeggia l’intero perimetro urbano, prevede la realizzazione, lungo l’asta naturale, di un canale in calcestruzzo della lunghezza di quasi tre chilometri, a partire da una quota di circa 140 metri sul livello del mare e sino alla foce.

“A lavori ultimati – sottolinea il governatore Musumeci – risulterà ristabilita, in modo complessivo e organico, la funzionalità di un importante collettore drenante che si sviluppa anche all’interno dell’abitato di Casteldaccia, restituendo finalmente ai cittadini condizioni di sicurezza. E, infatti, sarà possibile anche declassificare il rischio dell’intera area, attualmente di livello R4”.

Gli ultimi interventi di regimentazione nel Vallone risalgono agli anni Trenta: da allora solo saltuarie opere effettuate con procedura di somma urgenza da parte del Genio civile per ripristinare la funzionalità del corso d’acqua, garantendo un’adeguata portata.

Il canale, oggi, risulta interamente inutilizzabile, in quanto in alcuni punti è parzialmente, o interamente, interrato e in altri è praticamente inesistente anche a causa dell’intervento dell’uomo che ha modificato la topografia della zona. Bisognerà, pertanto, sostituirlo completamente con quello nuovo. In particolare, nei tratti dove il tracciato del nuovo canale coincide con quello vecchio, si procederà alla demolizione di quest’ultimo.

Le opere strutturali riguardano la costruzione di manufatti in cemento armato, con sezione variabile, all’interno delle quali saranno incanalate le acque del torrente Perriera. Bisognerà intervenire anche per proteggere un vecchio ponte sul quale scorre la linea ferrata: a tale scopo, sarà realizzata una struttura di contenimento a monte, tramite alcune gabbionate e una paratia.