“Tra gli elementi che preoccupano principalmente c’è l’antica querelle sul nuovo palazzo di giustizia, che speriamo si possa risolvere in tempi brevi per evitare che i magistrati continuino a operare negli scantinati, e poi ci sono carenze d’organico”.

L’ha detto il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, a Messina, durante una conferenza stampa alla presenza del prefetto Carmela Librizzi e dei membri della commissione antimafia Antonio De Luca e Roberta Schillaci, dopo aver ascoltato il procuratore di Messina Maurizio De Lucia, l’aggiunto Vito Di Giorgio, il prefetto, il questore, il dirigente della Dia e i comandanti provinciali dei carabinieri e della Guardia di finanza.

“C’è un arretrato pesante – prosegue Fava – con un 38% di processi che si concludono con prescrizione a Barcellona Pozzo di Gotto e a Patti. Siamo di fronte a 122 richieste di custodia cautelare a Messina che attendono di essere esaminate dal Gip, per reati collegati al traffico di stupefacenti. C’è quindi un lavoro determinato ed eccellente degli organi di polizia giudiziaria e della magistratura, ma anche elementi di debolezza strutturale che riguardano la pianta organica dei tribunali. Bisogna considerare che Messina sta diventando luogo di investimento mafioso, dove politica e mafia continuano a trovare un terreno di incontro virtuoso e dove l’economia è condizionata da investimenti criminali, quindi sono necessarie strutture investigative e giudiziarie che sul piano materiale siano sempre in condizione di far fronte a questa emergenza”.