Dopo quanto successo nella Giunta per le immunità del Senato – con tre senatori di Italia Viva che non hanno partecipato al voto contribuendo così al respingimento della richiesta dell’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini – si segnala un altro rilevante fatto politico che dimostra almeno l’esistenza di un dialogo tra la Lega e il partito fondato da Matteo Renzi, anche se entrambi pubblicamente sostengono che non è vero.

Patrizia Baffi, di Codogno, consigliere lombardo di Italia Viva, è stata eletta presidente della commissione d’inchiesta Covid-19 alla Regione Lombardia anche grazie ai voti della Lega.

Quattro i candidati, 20 i commissari votanti con Baffi a cui sono andati 46 voti, Jacopo Scandella (PD, candidato anche del M5S) a cui ne sono andati 28, seguito da Michele Usuelli (+Europa) con tre voti e 2 schede nulle.

PD INFURIATO – Il PD ha subito protestato. Il capogruppo nel Consiglio regionale della Lombardia, Fabio Pizzul, ha affermato: «Quanto è successo in commissione d’inchiesta è molto grave e dimostra tutta la paura e della maggioranza in Regione Lombardia per gli errori fatti dalla giunta regionale nella gestione dell’emergenza”. “Lega e alleati si sono voluti scegliere da soli una presidenza di comodo, e spiace che la collega di Italia Viva si sia prestata a questo gioco, dietro il paravento di una terzietà che e’ data dalle regole. Per quanto ci riguarda la commissione finisce qui».

TONINELLI – Anche l’ex ministro Danilo Toninelli del M5S si è scagliato contro la nomina di Baffi: «La Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19 da parte del governo della Regione Lombardia era una grande occasione per tutti i cittadini lombardi di poter scoprire la verità su quanto di drammatico è successo. Purtroppo, però, sarà invece un’occasione persa perché sarò in mano agli stessi che dovrebbero essere controllati».

E ancora: «La maggioranza in Consiglio regionale ha forzato la mano e non ha eletto il candidato indicato dall’opposizione, ovvero Jacopo Scandella, del Pd, optando invece per Patrizia Baffi, di Italia Viva, che non votò la mozione di sfiducia presentata proprio da Scandella all’assessore Gallera. Questa commissione poteva essere un modo importante per andare ancora più a fondo in tutte le evidenti falle del sistema sanitario lombardo creato dal centrodestra nel corso degli anni. Il governo regionale sceglie di mettere ancora una volta la sabbia sotto il tappeto al solo fine di difendere se stesso. Una farsa vergognosa che rappresenta l’ennesimo schiaffo in faccia a tutti i lombardi».

LA REAZIONE DELLA BAFFI – Contattata dall’Ansa, la consigliera regionale di IV, Patrizia Baffi ha affermato: «In questo momento non ci sono i presupposti per le dimissioni. Io sono sta eletta regolarmente, non c’erano accordi di nessun tipo con nessuno, dentro una minoranza che comunque era già spaccata perché c’erano più candidature. La mia politica non urlata e non faziosa è un elemento di garanzia di per tutti».

«Siedo orgogliosamente nel banchi della minoranza, Pd e 5 Stelle inquinano gli elementi. La mia collocazione non è cambiata». E sull’ipotesi di uno scambio politico tra IV e Lega: «Io non sapevo assolutamente di questa cosa, ero in Aula quando ho cominciato a ricevere queste illazioni. Lo stesso Renzi mi ha chiamata per dirmi che non era vero niente, che però ci stavano costruendo sopra tutta una serie di falsità. E lui a quel punto anche per tutelarmi mi ha detto ‘valuta tu cosa fare’».

Resta il fatto che il rapporto tra il M5S e Italia Viva è sempre più logoro. «Italia Viva si astiene in giunta per le autorizzazioni e salva Salvini dal processo sul caso Open Arms. A che gioco sta giocando Renzi? Se vuole andare tra le braccia di Salvini e Berlusconi lo dica apertamente! Matteo, il doppio gioco alla lunga non paga…», ha scritto su Twitter la deputata M5S Yana Ehm.