La coalizione CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) ha confermato di voler investire in un portafoglio di candidati vaccini in fase di sviluppo contro il virus Ebola Bundibugyo, responsabile dell’epidemia attualmente in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con casi anche in Uganda. Il finanziamento complessivo supera i 60 milioni di dollari. Non esiste ancora alcun vaccino autorizzato contro questo specifico ceppo del virus.
I tre candidati: Moderna, Oxford, IAVI
CEPI vuole accelerare lo sviluppo e l’iter di approvazione di tre vaccini sperimentali specifici: quello dell’organizzazione IAVI (International Aids Vaccine Initiative), quello dell’azienda americana Moderna e quello dell’Università di Oxford, che sarà prodotto al Serum Institute of India.
Il dettaglio del finanziamento iniziale per IAVI è disponibile dalla fonte svizzera CDT: IAVI ha ricevuto fino a 3,2 milioni di dollari per preparare il materiale di partenza necessario alla produzione del vaccino (il cosiddetto Master Virus Seed), con la tecnica rVSV, che utilizza un virus reso innocuo come vettore. Il materiale di base era stato sviluppato in precedenza presso l’Università del Texas Medical Branch. I vaccini realizzati con questa tecnica hanno il vantaggio di richiedere una sola dose.
Quanto alla produzione, il Serum Institute of India è il più grande produttore di vaccini al mondo. La scelta di affidare a questa struttura la produzione del candidato di Oxford riflette la necessità di garantire capacità produttiva su larga scala in tempi brevi.
Perché la corsa è urgente
Richard Hatchett, ceo di CEPI, ha dichiarato: “Con il virus Bundibugyo che si diffonde rapidamente e in assenza di vaccini autorizzati, ogni giorno è prezioso nella corsa contro questa malattia mortale”. Ha aggiunto: “Il finanziamento urgente e il supporto a questi tre promettenti candidati mirano a promuovere vaccini sicuri ed efficaci per contribuire a controllare questa epidemia”.
L’epidemia è stata dichiarata emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC) dall’Organizzazione mondiale della sanità e emergenza di sicurezza continentale (PHECS) dall’agenzia Africa CDC.
Parallelamente ai tre candidati già finanziati, CEPI continuerà a valutare ulteriori candidati promettenti attraverso un bando aperto denominato “Call for Proposals”, pensato con “l’urgente necessità di sviluppare strumenti che contribuiscano a contenere l’epidemia”, integrando gli interventi di sanità pubblica già in atto nei Paesi colpiti. La fonte CDT precisa che CEPI prevede di annunciare a breve ulteriori partnership.
La posizione dell’OMS
Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha definito l’investimento di CEPI “un importante passo avanti nella nostra risposta collettiva”. Ha aggiunto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità “sta supportando i governi della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda nella loro attività di sanità pubblica, mentre lavora con CEPI e i partner per far avanzare rapidamente vaccini sicuri ed efficaci”.
Secondo Tedros, “un prodotto scudo contro il virus Bundibugyo potrebbe aiutare a controllare questo focolaio e a rafforzare la preparazione per future epidemie. È esattamente il tipo di collaborazione intersettoriale che la risposta a un’epidemia richiede”.
Quattro infermieri guariti a Bunia
Nel medesimo quadro arriva anche una notizia positiva sul campo. L’Ufficio regionale per l’Africa dell’OMS ha comunicato la guarigione da Ebola di quattro infermieri ricoverati in un ospedale di Bunia, capitale dell’Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo. I quattro operatori “si erano presi cura di persone affette da Ebola nella loro struttura all’inizio di maggio”.
L’OMS Africa ha segnalato che “si prevedono ulteriori guarigioni, soprattutto se la diagnosi è precoce e i pazienti possono accedere alle cure, e se la risposta all’epidemia si intensifica”.
Dieudonné Mwamba Kazadi, direttore generale dell’Istituto nazionale di sanità pubblica della Repubblica Democratica del Congo, ha commentato: “È una vittoria che merita di essere celebrata. È possibile guarire dall’Ebola se ci si rivolge tempestivamente a una struttura sanitaria specializzata”






Commenta con Facebook