L’Italia meridionale si avvia verso una settimana complessa, segnata da condizioni meteo potenzialmente critiche e da un rischio elevato per territori già fragili.

Secondo le analisi meteorologiche più aggiornate, sui mari di ponente e sul mar Ionio i venti di Scirocco stanno gradualmente intensificandosi. È il primo segnale dell’avvicinamento da ovest di una perturbazione atlantica particolarmente insidiosa, la numero 7 del mese, destinata a innescare una fase di maltempo estremo soprattutto al Sud e sulle Isole maggiori.

L’evoluzione prevista non lascia spazio a sottovalutazioni. Le piogge, in alcuni casi torrenziali, potrebbero raggiungere cumulati compresi tra 200 e 400 millimetri entro la fine di martedì, valori che in poche ore eguagliano o superano la media mensile. A questo si aggiungono venti di tempesta, con raffiche al suolo fino a 120-130 km/h, e mari grossi o molto grossi, con onde fino a 6-7 metri capaci di provocare violente mareggiate lungo le coste esposte.

A rendere ancora più delicata la situazione è l’approfondimento della depressione collegata alla perturbazione. Il minimo barico, in ingresso sul Mediterraneo occidentale, evolverà in un vero e proprio ciclone mediterraneo, ribattezzato “Harry” dall’AEMET. Il suo centro si muoverà lentamente tra le coste algerine, il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia, per poi spostarsi verso lo Ionio e indebolirsi non prima di giovedì.

Una traiettoria lenta, che aumenta la persistenza dei fenomeni. Ed è proprio la durata, oltre all’intensità, a preoccupare maggiormente meteorologi e autorità.

Perché il ciclone “Harry” rappresenta una minaccia concreta

Il Mediterraneo è sempre più spesso teatro di cicloni simil-tropicali, noti anche come “medicane”. Non hanno la struttura di un uragano classico, ma possono produrre effetti altrettanto devastanti su scala locale.

Nel caso di “Harry”, la combinazione tra aria molto umida, temperature del mare ancora relativamente elevate e forti contrasti atmosferici favorisce un’esaltazione dei fenomeni. Le piogge insistenti aumentano il rischio di allagamenti, frane e smottamenti, soprattutto nelle aree montuose e collinari del Sud.

La situazione resta sotto costante osservazione. I modelli fisico-matematici aggiornati nelle prossime ore saranno decisivi per affinare le previsioni, ma già ora il quadro impone massima attenzione alle allerte che verranno emesse dalla Protezione Civile nazionale e dalle strutture regionali coinvolte.

Previsioni meteo di lunedì 19 gennaio: Sud sotto assedio

La giornata di lunedì segna l’inizio della fase più delicata.

Al Nord, il tempo si presenta più stabile: cielo sereno o poco nuvoloso su Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia. Dal pomeriggio sono attese schiarite anche su Trentino-Alto Adige, Liguria e alta Toscana. Sul resto delle regioni settentrionali il cielo resterà nuvoloso, con residui fenomeni al mattino sul Piemonte occidentale e meridionale, dove non sono esclusi ultimi fiocchi di neve a quote collinari.

Il quadro cambia radicalmente al Sud e sulle Isole. Sardegna, Sicilia e Calabria saranno investite da un tempo perturbato, con precipitazioni diffuse, intense e abbondanti, soprattutto nei settori orientali e meridionali. Qui saranno possibili nubifragi, in particolare nella seconda parte della giornata.

Piogge più deboli e sparse interesseranno anche il resto del Sud, il Lazio e le regioni centrali adriatiche.

Le temperature massime sono previste in lieve calo al Nord e lungo le regioni adriatiche. I venti, invece, rappresentano uno degli elementi più critici: da tesi a burrascosi su tutto il Centro-Sud e in Liguria, con raffiche tempestose di Scirocco al Sud e sulle Isole. I mari diventeranno agitati o molto agitati, fino a grosso il Canale di Sicilia, con mareggiate lungo le coste esposte.

Previsioni meteo di martedì 20 gennaio: piogge persistenti e neve in quota

Martedì rappresenta il culmine della fase di maltempo.

Su Sardegna, Sicilia e Calabria il tempo resterà molto perturbato, con precipitazioni diffuse anche sotto forma di rovesci e locali temporali. I fenomeni saranno persistenti e abbondanti, con probabili nubifragi nei settori orientali delle Isole, sulla Calabria ionica e meridionale.

In montagna è attesa anche la neve. Tormente in quota sopra i 1500-2000 metri su Peloritani, Etna, Serre e Aspromonte. Sulla Sila la neve potrà scendere poco sotto i 1000 metri, in risalita verso il Pollino nel corso della giornata.

Le precipitazioni tenderanno a risalire verso la Basilicata e, in serata, anche verso la Puglia centro-meridionale. Al Centro, invece, tempo più stabile: cieli soleggiati su Toscana, Umbria e Lazio. Dal pomeriggio migliora anche al Nord, salvo una residua nuvolosità su basso Piemonte e Romagna.

Le temperature massime subiranno un’ulteriore diminuzione al Nord e sulle regioni adriatiche. I venti continueranno a soffiare tempestosi orientali o di Scirocco tra le Isole maggiori, il mar Tirreno, la Calabria e il mar Ionio. I mari saranno grossi o molto grossi, con violente mareggiate.

Cosa fare in caso di allerta meteo: consigli pratici

In situazioni come questa, l’informazione corretta può fare la differenza. Alcune regole di buon senso aiutano a ridurre i rischi:

  • Evitare spostamenti non necessari durante le fasi più intense.
  • Non sostare in prossimità di corsi d’acqua, sottopassi o zone soggette ad allagamenti.
  • Prestare attenzione alle mareggiate, evitando moli, scogliere e lungomari.
  • Seguire solo comunicazioni ufficiali delle autorità locali.

Lo sapevi che…?

I cicloni mediterranei prendono spesso nomi ufficiali assegnati dai servizi meteorologici europei. Nel caso di “Harry”, la denominazione arriva dalla Spagna, ma gli effetti si concentrano soprattutto sull’Italia. Negli ultimi anni, questi sistemi sono diventati più frequenti e intensi, anche a causa del riscaldamento delle acque del Mediterraneo.

FAQ – Le domande più cercate sul maltempo al Sud

Il ciclone “Harry” è come un uragano?
No, ma può produrre piogge e venti molto intensi, simili per impatto locale.

Quali regioni rischiano di più?
Sicilia, Calabria, Sardegna e in parte Basilicata e Puglia.

Quando finirà il maltempo?
Un miglioramento è atteso non prima di giovedì.

Ci saranno danni?
Il rischio esiste, soprattutto per allagamenti e mareggiate.

È previsto freddo intenso?
No, il problema principale sono pioggia, vento e mare.