Chi ha debiti fiscali iscritti a ruolo dovrà fare attenzione a partire dal 1° gennaio 2026. Con la nuova Legge di Bilancio, lo Stato prepara una vera e propria stretta sulla riscossione, basata sull’utilizzo dei dati delle fatture elettroniche per attivare pignoramenti presso terzi.

Il meccanismo sarà più rapido ed efficiente: l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà bloccare i pagamenti dovuti al debitore da altri soggetti (clienti, aziende, committenti), grazie all’accesso al Sistema di Interscambio delle fatture. In altre parole, chi ha debiti col Fisco rischia di vedersi pignorare i propri crediti attivi direttamente, senza preavviso operativo.

La novità, se da un lato aumenta l’efficacia della riscossione, dall’altro accende il dibattito su privacy, tempi tecnici e tutela dei professionisti e delle imprese. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.

Un nuovo sistema di pignoramenti: cosa prevede la Legge di Bilancio

La bozza della Legge di Bilancio 2026, all’articolo 27, introduce una misura di grande impatto: i dati delle fatture elettroniche verranno messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) per attivare più rapidamente le procedure esecutive presso terzi.

In pratica, grazie all’accesso ai dati dei corrispettivi emessi da un soggetto titolare di partita IVA (professionisti o imprese), AdER potrà:

  • Identificare i pagamenti in arrivo da clienti o committenti
  • Intervenire per bloccare tali pagamenti tramite pignoramento
  • Avviare azioni esecutive per recuperare le somme dovute

Il tutto potrà avvenire anche se il soggetto debitore non ha beni direttamente pignorabili, ma ha crediti verso terzi, cioè soldi in arrivo per prestazioni o vendite effettuate.

Dati conservati per 8 anni e accessibili alla Guardia di Finanza

Un altro aspetto rilevante è che i file delle fatture elettroniche saranno conservati per 8 anni dopo la presentazione della dichiarazione fiscale. Fino al 31 dicembre dell’ottavo anno, questi documenti potranno essere utilizzati:

  • Dalla Guardia di Finanza
  • Dall’Agenzia delle Entrate
  • Dall’Agenzia delle Entrate Riscossione

Lo scopo è potenziare le attività di controllo fiscale e rendere più efficiente il recupero dei crediti. Si tratta di una vera e propria estensione del patrimonio informativo fiscale dello Stato.

Come funzionerà il nuovo pignoramento presso terzi

Attualmente il pignoramento presso terzi viene avviato dal creditore (in questo caso l’AdER) nei confronti di un soggetto che deve del denaro al debitore principale. Dal 2026, grazie alle fatture elettroniche, il Fisco potrà identificare con precisione:

  • Chi sta per effettuare un pagamento al debitore
  • A quale importo corrisponde il pagamento
  • Quando è previsto il versamento

Con queste informazioni, sarà possibile intercettare e bloccare la somma prima che arrivi al debitore, azionando così il pignoramento in modo quasi automatico.

In altre parole, si tratta di un meccanismo simile a quello già attivo sugli stipendi o sulle pensioni, dove il pignoramento avviene alla fonte, direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.

Quando entrerà in vigore la norma

Nonostante la previsione contenuta nella Legge di Bilancio, il nuovo sistema non sarà operativo da subito. Sarà infatti necessario:

  • Un provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate
  • La definizione dei criteri tecnici e operativi
  • L’adozione entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge

Pertanto, la novità dovrebbe entrare a regime nel 2026, dando a imprese, professionisti e consulenti il tempo di adeguarsi e monitorare le situazioni debitorie in modo preventivo.

Esclusi (per ora) i conti correnti

La novità riguarda solo fatture elettroniche e crediti verso terzi, ma non i conti correnti. Per ora, infatti, resta fuori dalla riforma la possibilità di accedere direttamente ai movimenti bancari del debitore per agire in automatico.

Questo elemento è importante per distinguere i limiti attuali della riforma: nessuna intercettazione bancaria preventiva è prevista, almeno nella versione attuale del testo.

Imprese e professionisti: cosa cambia in concreto

Il nuovo sistema avrà un impatto rilevante su chi lavora con partita IVA. In particolare:

  • Professionisti e freelance potranno subire il blocco di fatture già emesse ma non ancora incassate
  • Piccole imprese potrebbero trovarsi in difficoltà nella gestione dei flussi di cassa
  • I clienti, ricevendo la notifica del pignoramento, dovranno versare la somma direttamente all’AdER, sottraendola al pagamento originario

Questo può generare problemi di liquidità, specialmente in settori dove i pagamenti avvengono con ritardi o scadenze dilazionate.

Pignoramento presso terzi: infografica

Pignoramento presso terzi: infografica

Lo sapevi che…?

  • Il pignoramento presso terzi è uno strumento legale già in uso, ma finora richiedeva tempistiche più lente e spesso inefficaci
  • Il Sistema di Interscambio delle fatture elettroniche è attivo in Italia dal 2019 e raccoglie ogni singolo documento fiscale emesso digitalmente
  • Le fatture elettroniche sono obbligatorie per quasi tutte le attività economiche e professionali dal 2022

FAQ – Domande frequenti

Chi sarà colpito dai nuovi pignoramenti presso terzi?
Chi ha debiti fiscali iscritti a ruolo, con fatture attive emesse verso clienti o aziende.

La norma è già in vigore?
No. L’entrata in vigore è prevista per il 2026, previa adozione di un provvedimento attuativo.

Il Fisco potrà accedere al mio conto bancario?
No. Per ora la riforma non prevede accesso automatico ai conti correnti.

Cosa succede se ho emesso una fattura e ho debiti fiscali?
Il Fisco potrà pignorare l’importo della fattura direttamente dal cliente, prima che ti venga versato.

Posso evitare il pignoramento?
Mantenere una situazione fiscale regolare ed eventualmente saldare i debiti o rateizzarli può prevenire l’intervento dell’AdER.