Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia del Consiglio dei Ministri ha recentemente pubblicato il bando #RiParto, che sostiene le donne lavoratrici dopo la gravidanza, con iniziative mirate, promosse dalle aziende, a supporto della genitorialità e del lavoro femminile.

L’Avviso prevede una dotazione di 50 milioni di euro per la realizzazione di progetti di welfare aziendale, che facilitino il rientro al lavoro delle lavoratrici madri dopo il parto, favoriscano la natalità e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Essere madri in Italia significa interpretare, il più delle volte, il ruolo dell’equilibrista, tra gestione delle esigenze lavorative da un lato e dei carichi familiari dall’altro, in una difficile sfida quotidiana, che si traduce spesso nella rinuncia alla propria carriera professionale.

Da qui la necessità di intervenire con politiche serie attraverso il coinvolgimento del mondo imprenditoriale nel cambiamento sia culturale, che operativo, con percorsi di empowerment femminile e genitoriale, in linea con quanto previsto nel Family Act e con gli obiettivi del PNRR.

Cosa prevede il bando #RiParto 2022

In particolare, il bando finanzierà iniziative di sostegno psicologico e fisico; incentivi economici finalizzati al rientro al lavoro dopo il parto/adozione; formazione e aggiornamento per l’accompagnamento al rientro al lavoro dopo il parto/adozione e tutta una serie di benefit e servizi alla persona in grado di risolvere i problemi comuni che le neomamme si trovano ad affrontare dopo la nascita di un figlio.

I progetti (finanziati massimo al 90%) avranno una durata di 24 mesi, eventualmente prorogabili per altri 6 mesi (solo una volta e per cause non imputabili al soggetto beneficiario).

Le destinatarie delle azioni progettuali saranno le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato e determinato, anche part time, del soggetto proponente sia in forma singola che associata, incluse le dirigenti socie lavoratrici di società cooperative, le lavoratrici in somministrazione nonché le titolari di un rapporto di collaborazione

I soggetti che potranno presentare domanda di finanziamento saranno:

  • le imprese, ai sensi dell’articolo 2082 c.c. e dell’articolo 2083 c.c., aventi sede legale o unità operative sul territorio nazionale;
  • i consorzi e i gruppi di società collegate o controllate ai sensi dell’articolo 2359 c.c., anche in forma associata con altri soggetti aventi gli stessi requisiti richiesti dall’Avviso per i partecipanti singoli, costituendosi in associazione temporanea di scopo (ATS), contratto di rete o associazione temporanea d’impresa (ATI) presentando una unica domanda di finanziamento.

Come saranno erogati i finanziamenti

L’importo del finanziamento concesso verrà erogato secondo le seguenti modalità:

  • il 30% entro i successivi sessanta giorni dalla comunicazione di inizio attività
  • un ulteriore 40% dopo dieci mesi dall’avvio delle attività;
  • il saldo dopo la chiusura delle attività (da comunicare al Dipartimento entro 60 giorni).

La richiesta di finanziamento per ciascun progetto dovrà essere compresa:

  • tra 15.000,00 e 50.000,00 euro per le imprese con meno di 10 dipendenti e ricavi uguali o inferiori ai 2 milioni di euro (microimprese). Il soggetto proponente dovrà contribuire ai costi con risorse finanziarie pari ad almeno il 10% del totale dell’importo richiesto;
  • tra 30.000,00 e 100.000,00 euro per le imprese con meno di 50 dipendenti e ricavi uguali o inferiori a 10 milioni di euro (piccole imprese). Il soggetto proponente dovrà contribuire ai costi per almeno il 15% del totale dell’importo richiesto;
  • tra 80.000,00 e 250.000,00 euro per le imprese con dipendenti dalle 50 alle 250 unità e ricavi uguali o inferiori a 50 milioni di euro (medie imprese). Il soggetto proponente dovrà contribuire con risorse finanziarie pari ad almeno il 20% del totale dell’importo richiesto;
  • tra 200.000,00 e 1.000.000,00 euro per le imprese con più di 250 dipendenti e ricavi superiori a 50 milioni di euro (grandi imprese). Il soggetto proponente dovrà contribuire per almeno il 30% del totale dell’importo richiesto.

I soggetti ammessi a finanziamento saranno tenuti ad avviare le attività progettuali entro 30 giorni dalla sottoscrizione della stessa e a darne comunicazione al Dipartimento politiche per la famiglia con una “comunicazione di inizio attività” inviata mediante PEC all’indirizzo vincitoriavvisoriparto@pec.governo.it, entro 10 giorni dalla data di avvio delle attività.

Come fare domanda

Le domande di finanziamento e la documentazione relativa ai progetti dovranno essere presentati entro le ore 12.00 del 5 settembre 2022, via PEC all’indirizzo avvisoriparto@pec.governo.it, in formato PDF e firmati digitalmente dal legale rappresentante del soggetto proponente, o da un suo delegato, utilizzando l’apposita modulistica pubblicata sul sito del Dipartimento.

Per maggiori dettagli consultare il bando #RiParto.

 

 

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