L’allarme legionella a Palermo si allarga e sbarca alla Regione Siciliana. Dopo aver colpito tre plessi scolastici nelle scorse settimane, il batterio costringe alla chiusura temporanea una sede istituzionale: l’assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità, situato in viale Campania.
I cancelli degli uffici sono chiusi già da oggi e l’intero personale della struttura è stato contestualmente collocato in modalità di lavoro agile.
Positivi i test nella cisterna: scatta lo smart working
La decisione è stata comunicata ufficialmente attraverso una nota dello stesso assessorato regionale, a seguito degli esiti dei controlli sanitari periodici. Le analisi bacterio-biologiche eseguite sull’impianto idrico hanno confermato la presenza di legionella all’interno della cisterna dell’acqua che serve l’intero edificio di viale Campania.
Per garantire la sicurezza e la salute dei dipendenti e dell’utenza, l’amministrazione ha disposto l’immediata interdizione dei locali a partire da oggi. Gli uffici rimarranno chiusi fino a quando non saranno completate tutte le operazioni di sanificazione, bonifica e i successivi campionamenti di verifica che dovranno attestare la totale scomparsa del batterio. Nel frattempo, per non interrompere le attività amministrative, tutto il personale opererà in smart working.
Una scia di casi in città: dai tre plessi della Virgilio-Marone alla Regione
La scoperta della contaminazione negli uffici dell’assessorato all’Energia rappresenta solo l’ultimo capitolo di un’emergenza che sta tenendo alta l’attenzione sanitaria nel capoluogo siciliano. Nelle scorse settimane il medesimo problema aveva infatti paralizzato l’attività didattica dell’istituto comprensivo Publio Virgilio Marone-Tomaselli, portando alla chiusura forzata di tutti e tre i suoi plessi: il Trinacria (nell’omonima via, dove si è registrata la situazione più critica), il Tomaselli di via Abruzzi e il Marone di via Valdemone.
Una vicenda complessa che ha costretto il Comune a trovare soluzioni logistiche d’emergenza in altri istituti cittadini per circa 1.200 alunni rimasti a casa e che, proprio in questi giorni, è sbarcata in Procura con un esposto dei genitori stanchi dei disagi. Adesso il fronte della contaminazione si sposta ufficialmente nei palazzi della burocrazia regionale, confermando la necessità di monitoraggi costanti e approfonditi sulle reti idriche interne degli edifici pubblici della città.



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