Entrano nel vivo a Bruxelles i complessi negoziati per la definizione del prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, il bilancio a lungo termine che stabilirà la ripartizione dei fondi europei per il prossimo ciclo settennale. Sul tavolo c’è il rischio di una profonda riforma degli strumenti finanziari, con la Presidenza del Consiglio europeo impegnata a mediare tra i “Paesi Frugali” – favorevoli a tagli lineari alle voci di spesa tradizionali – e gli Stati beneficiari. Il timore principale per il Mezzogiorno riguarda il possibile ridimensionamento delle risorse destinate a colmare i divari territoriali e il rischio di ritardi che potrebbero paralizzare l’avvio della programmazione dal 1° gennaio 2028.
In questo scenario di forte tensione, l’Italia ha promosso, insieme alla Romania, un fronte di coordinamento composto da 17 Paesi membri, noti come gli “Amici della coesione”. Il blocco ha sottoscritto una dichiarazione comune per chiedere a gran voce la tutela della Politica agricola comune (PAC) e dei fondi strutturali, opponendosi fermamente all’introduzione di balzelli straordinari e all’accentramento dei programmi regionali prospettato dalla Commissione.
Ruggero Razza: “In ballo i finanziamenti per agricoltori, pescatori ed enti locali”
Sull’esito di questa partita è intervenuto l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr, Ruggero Razza, evidenziando la centralità del dossier per l’economia siciliana.
“Noi abbiamo auspicato un quadro finanziario pluriennale che confermi le due grandi politiche, quella agricola e quella di coesione — spiega Razza. Su questo l’Italia è capofila insieme a 17 altri paesi che sono i cosiddetti amici della coesione. Auspichiamo anche che si arrivi ad un accordo entro l’anno, tenuto conto che non si può fare ricorso, come vorrebbe la commissione e come ripropone nella Negobox il consiglio, a 400 miliardi di euro di nuove tasse. Quindi bisognerà sforzarsi e comprendere dove reperire le risorse: noi riteniamo che una soluzione possa venire dallo spostamento del ripiano del debito di Next Generation EU”
L’europarlamentare insiste sulla necessità di dare certezze ai comparti produttivi ed evitare vuoti operativi al termine dell’attuale ciclo: “Certamente dal primo gennaio 2028 le regioni, gli enti locali, gli agricoltori e i pescatori devono essere messi nelle condizioni di avere le risorse che si aspettano dal bilancio europeo”
Per la Sicilia una dote da difendere: “Vale fino a 20 miliardi”
L’affondo di Razza si sposta poi sui dati concreti che riguardano direttamente l’Isola, dove i fondi strutturali europei (Fesr e Fse+) rappresentano la quasi totalità degli investimenti pubblici per lo sviluppo infrastrutturale, l’occupazione e il welfare.
“Per la mia regione le politiche di coesione negli ultimi anni sono valse miliardi di euro — ricorda l’esponente di FdI. Solo nella programmazione del settennato in corso si arriva alla cifra di 20 miliardi di euro. Quindi chi proviene da una regione come la mia anzitutto vuole sapere che questo stanziamento sarà confermato nel nuovo bilancio. Questo è l’impegno fondamentale che il governo italiano sta portando avanti con decisione all’interno del Consiglio europeo”.



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