Tensione altissima ieri in consiglio comunale. Uno scontro acceso tra Fabrizio Ferrandelli che è entrato in rotta di collisione più volte con il presidente del consiglio comunale Totò Orlando. sta alla base di una serie di eventi inattesi

Lo scontro nasce sul provvedimento per le farmacie ma la tensione è forse frutto di un residuo nervosismo nato durante la battaglia sul provvedimento della Ztl della notte che ha lasciato una coda velenosa.

Tensioni che poi finiscono in una baruffa e in contatto a ‘distanza ravvicinata’ fra alcuni esponenti di Sala delle Lapidi mentre il consigliere Marcello Susinno  riprendeva con il cellulare Fabrizio Ferrandelli, molto agitato. Se n’è accorto Cesare Mattaliano che ha abbandonato lo scranno e ha strattonato Susinno.

A questo punto i consiglieri di Sinistra Comune si sono alzati e nel parapiglia involontariamente la consigliera Caterina Orlando è finita a terra.

La seduta è stata sospesa. Non appena sono ripresi i lavori il consigliere Mattaliano ha chiesto scusa per quanto avvenuto.

Il presidente Salvatore Orlando fa scoppiare il caso dell’Amat convocando per martedì una seduta apposita alla presenza anche del presidente. Michele Cimino.

La società è sull’orlo di un collasso: con uno sciopero dei dipendenti proclamato dai sindacati, la mancanza di trasferimenti dal Comune e il rischio di pregiudicare la qualità e la quantità dei servizi.

A Sala delle Lapidi l’opposizione – dopo la maratona notturna alla presenza del sindaco – aveva annunciato che avrebbe prelevato la mozione di sfiducia contro l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania. Ma alla fine l’operazione non riesce, la fronda si dirada, Fabrizio Ferrandelli sale sulle barricate. Ha annusato l’aria che tirava, di non mettere ai voti il prelievo dell’atto perché non c’erano i numeri e la maggioranza aveva fatto muro.

«Intanto per me Catania è uscito sfiduciato, perché per ben due volte è stato costretto a rimescolare le carte del suo provvedimento», ha chiosato Ferrandelli.

Fatto è che alla fine passa il prelievo sulla delibera per l’istituzione di due nuove farmacie (ma è ancora da votare) e la convocazione per lunedì per approvare l’adeguamento degli statuti di Amat e Sispi chiesti dall’Anac per iscriverli all’albo nazionale dei fornitori. In mancanza della trasmissione dell’atto entro il 20 il rischio serio è che le partecipate in questione debbano interrompere le loro attività pregiudicando il lavoro di migliaia di persone.

La maggioranza avendo condiviso il documento con le modifiche alla zona a traffico limitato (la cui vecchia ordinanza è stata revocata giovedì con una ordinanza dirigenziale pubblicata sull’albo pretorio) ora si trova a dovere preservare l’assessore alla Mobilità dall’agguato che l’opposizione non ha comunque rinunciato a portare a termine. Ma dovrà scegliere un momento migliore. Quando le truppe orlandiane in aula si saranno diradate (e non sarà difficile che accada), allora sicuramente partirà un attacco a Catania. Che comunque fa sapere che per lui sarebbe una medaglia conquistata sul campo di un provvedimento necessario alla città. E lui stesso non è nuovo alle mozioni di sfiducia. Nel 2000, quando organizzò il gay pride, contro di lui si scatenarono le ire della destra. Che riuscì a fare votare la sfiducia contro l’allora assessore alla Cultura che sarebbe poi diventato europarlamentare.

Ma ormai è chiara la volontà del Consiglio di non «mollare» l’assessore Catania, che ha anche altre deleghe delicate come l’Urbanistica e l’Ambiente. Martedì, infatti, l’Aula è convocata su un tema delicatissimo: lo stato dell’arte sulla società dei trasporti. Ieri non c’è stato il trasferimento di fondi promesso dalla ragioneria per il global service del tram (cioè la manutenzione). E siccome l’impresa aveva annunciato che in mancanza di questo si sarebbe fermata, significa che è il tram a rischiare di essere presto bloccato nei depositi.

Il presidente di Sala delle Lapidi, Salvatore Orlando, spiega le ragioni di questa convocazione che ha l’aria di essere urgente: «Facciamo nostre le preoccupazioni dell’azienda e dei lavoratori. Siamo in presenza – dice – di un piano di risanamento approvato dalla giunta di cui il Consiglio non ha grande conoscenza. Vogliamo capire con quali risorse si intende fare fronte ai servizi erogati dalla partecipata che mantiene il servizio del tram senza ottenere il corrispettivo. Si consideri – ragiona Orlando – che manca la Ztl2 che garantirebbe gli introiti sufficienti a tenere in piedi la società. E allora il Comune si faccia carico di trovare le risorse – conclude il presidente di Sala delle Lapidi – per ampliare e migliorare il servizio pubblico locale: solo dopo si potrà chiedere alla Regione di dare una mano».

Intanto l’assemblea dei soci dell’ Amat ha fissato per il 16 un incontro con le sette sigle sindacali che hanno proclamato una prima azione di sciopero di 4 ore il 24 gennaio. Sono preoccupati, non vedono il futuro, patiscono l’effetto delle casse vuote che poi, in fondo, è il vero problema che sta complicando la vita delle società. L’assessore Catania promette: «Apriremo un dialogo sincero e schietto perché è necessario lavorare insieme per raggiungere lo stesso obiettivo di crescita e qualità dei servizi per la città».