Dal 15 ottobre i giovani di 51 Comuni siciliani potranno chiedere un appuntamento con l’assessore alle Politiche giovanili del proprio municipio. Parte la prima rete di sportelli d’ascolto dedicata interamente alle nuove generazioni, promossa dalla commissione Politiche giovanili di Anci Sicilia. Ogni amministrazione aderente fisserà almeno un giorno al mese per incontrare di persona i ragazzi che ne faranno richiesta.
Il meccanismo capovolge il percorso abituale: non sono i giovani a dover cercare un canale, ma gli amministratori a mettere a calendario una data fissa per riceverli. L’iniziativa è stata presentata a Palermo, nella sede dell’associazione dei Comuni, dopo il lancio ufficiale alla seconda Conferenza Regionale sulle Politiche Giovanili di Caltanissetta.
Come funzionano gli sportelli d’ascolto
Da giovedì 15 ottobre ogni Comune che ha aderito garantisce un appuntamento mensile fisso, fruibile anche su prenotazione. In quell’occasione l’amministratore con delega alle Politiche giovanili, affiancato da eventuali consiglieri coinvolti e dai rappresentanti delle consulte giovanili, incontra i ragazzi faccia a faccia. L’obiettivo è raccogliere proposte, bisogni e criticità e, quando le richieste sono realizzabili, progettare insieme le iniziative.
Nelle prossime settimane il sito di Anci Sicilia pubblicherà l’elenco completo dei municipi aderenti, con accanto il giorno del mese e l’orario di ricevimento dei referenti comunali.
“Insieme con i colleghi assessori di questi primi Comuni abbiamo voluto fare una scelta chiara: metterci a disposizione dei ragazzi per ascoltarne idee, bisogni e progetti”, ha spiegato Simone Digrandi, assessore alle Politiche giovanili di Ragusa e coordinatore della commissione. “La risposta entusiasta di questa prima tranche di Comuni dimostra che sui territori c’è una forte voglia di fare rete e di orientare le politiche pubbliche, partendo dalle reali priorità delle nuove generazioni”.
I 51 Comuni che avviano la sperimentazione
I municipi apripista sono 51: Acireale, Aidone, Bronte, Bisacquino, Calascibetta, Caltagirone, Caltanissetta, Camporotondo Etneo, Canicattini Bagni, Castelbuono, Castelvetrano, Catania, Cerami, Chiaramonte Gulfi, Ciminna, Comiso, Erice, Favara, Gela, Geraci Siculo, Giarratana, Leonforte, Letojanni, Licodia Eubea, Mazara del Vallo, Menfi, Messina, Misiliscemi, Misterbianco, Modica, Montemaggiore Belsito, Naso, Nicosia, Nissoria, Nizza di Sicilia, Noto, Pantelleria, Petralia Soprana, Polizzi Generosa, Priolo Gargallo, Ragusa, Ramacca, Salemi, Sambuca di Sicilia, San Giuseppe Jato, Santa Croce Camerina, Santa Lucia del Mela, Santa Teresa di Riva, Troina, Vittoria e Ucria.
La rete, fanno sapere da Anci Sicilia, resta aperta: qualsiasi altro Comune dell’Isola può aderire in qualunque momento, contattando direttamente l’associazione.
Sei mesi di prova e una mappa regionale delle esigenze
La prima fase è sperimentale e durerà sei mesi. Ogni referente comunale caricherà in un unico database regionale le istanze ricevute allo sportello. Il risultato sarà una fotografia aggiornata delle richieste dei giovani, utile alla commissione di Anci Sicilia per orientare le decisioni dei singoli municipi e definire le strategie da sottoporre ai livelli di governo superiori, a partire dalla Regione siciliana.
Alla presentazione, insieme a Digrandi, erano presenti il segretario generale di Anci Sicilia Mario Emanuele Alvano e il segretario Giuseppe Gallo, con gli assessori alle Politiche giovanili di diverse amministrazioni: Roberta Iacono (Santa Croce Camerina), Pietro Crimi (Salemi), Carmela Daidone (Erice), Mariagrazia Pulvirenti (Priolo Gargallo), Alessandro Galbo (Montemaggiore Belsito) e Francesca Leone (Ciminna).
“La rete degli sportelli di ascolto è uno degli esperimenti più significativi di rapporto diretto tra la pubblica amministrazione locale e i giovani. Sarà l’occasione per comprendere le loro esigenze su base locale e in ambito regionale, al fine di avere elementi concreti che possano orientare le politiche. Andiamo oltre la struttura tradizionale degli sportelli Informa Giovani grazie alla nostra commissione sulle Politiche giovanili, unico esempio in Italia che ha suscitato già molto interesse”, ha concluso Alvano.






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