La droga venduta a qualsiasi ora del giorno e della notte. Cocaina, crack, marijuana e hashish a disposizione di chiunque cercasse gli stupefacenti. E se qualche pusher veniva arrestato, poco importava, perché subito rimpiazzato con un altro spacciatore.

La polizia di Stato ha eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare nel corso dell’operazione “Street Drug” coordinata dalla Procura di Palermo.

Le indagini sono iniziate nel mese di settembre 2018 e sono state condotte dai poliziotti della squadra mobile che hanno sgominare una banda che operava nel mercato storico di Ballarò, a Palermo.

Uno dei pusher è finito in carcere, per otto sono scattati gli arresti domiciliari e per due l’obbligo di dimora.

Spiega il capo della Squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti: “Durante le indagini, che si sono prevalentemente concentrate su servizi di pedinamento, osservazione e intercettazioni telefoniche, abbiamo operato seguendo i pusher colti in flagranza di reato nella maggior parte dei casi, e quindi arrestandoli e sequestrando gli stupefacenti. I consumatori sono stati segnalati alle autorità amministrative. Nell’ambito delle indagini sono state poi raccolte una serie di ulteriori informazioni investigative che sono state mandate all’autorità giudiziaria e oggi sono arrivati ulteriori 11 provvedimenti.
Nel corso delle indagini, abbiamo eseguito, nel quartiere di Ballarò, una cinquantina di arresti“.

Gli arresti odierni, pertanto, sono solo una piccola parte di quelli effettuati nell’ambito di una ampia ed articolata attività investigativa.
Il traffico di droga proseguiva nonostante gli arresti e i controlli continui dei Falchi della polizia.

La banda incurante di tutto riusciva sempre a trovare nuovi pusher da rimpiazzare ad ogni arresto. Alcuni degli indagati, nonostante fossero stati infatti arrestati più volte nel corso dell’indagine, continuavano a lavorare nella piazza di spaccio, in barba alle misure cautelari delle quali erano destinatari.

In carcere è finito Wesley Candeh, 27 anni. Ai domiciliari: Marouen Ben Brahim, 24 anni, Salvatore Bilello, 27 anni, Daniele Colina, 25 anni, Giovanni Fortunato, 21 anni, Antonino Gresti, 22 anni, Giancarlo Grisafi, 23 anni, Tito Marco Kamel, 24 anni e Samuele Spampinato, 20 anni.
La misura cautelare dell’obbligo di dimora è scattata per Mirko Parrino, 20 anni, e Francesco Imperiale, 37 anni.