Beni culturali siciliani chiusi da domenica prossima, è guerra tra lavoratori e Regione

“Il 29 settembre scorso abbiamo scritto che la Regione Siciliana ha interrotto inspiegabilmente e bruscamente un percorso virtuoso iniziato cinque anni fa e che grazie al lavoro prestato da tutto il personale impiegato, ha fatto registrare, nel giro di un quinquennio, un incremento complessivo di ben 9,4 milioni di euro di incasso e un incremento di poco più di 1 milione di visitatori con una forte affluenza nelle giornate festive. (Dati di riferimento 2014-2019 pubblicati sul sito ufficiale del Dipartimento Beni Culturali e dell’Identità Siciliana).”

A dichiararlo sono Michele D’Amico responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei beni culturali e Simone Romano coordinatore regionale del Cu.Pa.S./Codir (Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano), movimento che aderisce al Cobas/Codir.

“Nei giorni scorsi il Cobas/Codir ha diffidato i Dirigenti Responsabili delle Strutture Periferiche – commentano D’Amico e Romano – per avere utilizzato il personale turnista in maniera difforme al dettato contrattuale, ha annunciato di notiziare la Procura della Corte dei Conti del danno erariale emergente per un utilizzo delle risorse del FORD 2020 in violazione degli Istituti contrattuali del CCRL 2016-2018 e invitato l’Assessore a emanare un atto di indirizzo nei confronti del Dirigente Generale, allo scopo di convocare le Organizzazioni Sindacali, per trattare il pagamento dei premi legati alla Performance di tutto il personale“.

“Il Dirigente Generale dei Ben Culturali, a seguito delle pressioni del Cobas/Codir – proseguono i due sindacalisti – ha deciso di riprendere il dialogo con le Organizzazioni Sindacali, convocando i Sindacati per una contrattazione per mercoledì prossimo inserendo nell’ordine del giorno soltanto l’accordo sulla ripartizione del budget della Perfomance 2019, dimenticando di inserire nella trattativa anche il superamento dei limiti dei festivi previsti dal contratto di lavoro.”

“È ormai del tutto evidente che il Dirigente Generale – concludono i sindacalisti di Cobas/Codir e Cu.Pa.S/Codir – non ha alcuna intenzione di tenere aperti i siti culturali oltre i limiti contrattuali di utilizzo dei festivi del personale dell’area della vigilanza e della fruizione e certamente il personale ne trarrà le dovute e naturali conseguenze”.