La Fiom lancia un appello al vice premier Luigi Di Maio, che sabato sarà a Termini Imerese per la vertenza Blutec: “La scelta di Honda e Nissan di chiudere gli stabilimenti in Gran Bretagna per la Brexit può rappresentare una opportunità per noi e per il Paese: invitiamo il ministro a contattare le case giapponesi, la fabbrica di Termini Imerese, per dimensioni e collocazione strategica potrebbe rientrare nei piani di Honda e Nissan per continuare a investire Europa e in Italia, dove il mercato dell’auto elettrica è vergine”.

Il segretario della Fiom in Sicilia, Roberto Mastrosimone, rilancia così la proposta fatta da Sicindustria che ha sollecitato il governo a tentare una interlocuzione con le due case giapponesi.

“L’Italia è l’unico Paese dove c’è ancora il monopolio di Fca – afferma la Fiom – Aprire il mercato dell’auto in questo momento sarebbe strategico per le scelte industriali del governo facendo leva sulle agevolazioni europee per i produttori internazionali di auto. Chiediamo al ministro Di Maio ma anche al governo della Regione di unire le forze per provare questa strada, anche perché ricordo che per il rilancio di Termini Imerese ci sono 350 milioni di euro di fondi pubblici stanziati con l’accordo di programma quadro”.

In Sicilia, insiste Mastrosimone, “proprio una norma del M5s inserita nella recente legge di stabilità prevede l’installazione di impianti di ricariche elettriche nei distributori, scelta che va nella direzione di sostenere l’auto elettrica che è il mercato del presente e del futuro”.

“Per caratteristiche infrastrutturali, per dimensioni con tre capannoni e posizione geografica la fabbrica di Termini Imerese – sostiene la Fiom – può rappresentare una opportunità per Honda e Nissan; gli impianti sono integri, nonostante la produzione sia ferma ormai da nove anni; c’è un indotto che si può recuperare e ci sono mille lavoratori che non aspettano altro che tornare a produrre”.