“Non conosciamo ancora come sarà strutturato il concorso, ma dalle indiscrezioni giornalistiche e dalle parole dello stesso presidente si presume che sarà aperto a tutto l’universo. “Ossigeno per i giovani” si gonfia il petto, ignorando l’urlo dei padri. Mancavano gli strumenti, adesso ci sono. Evidentemente altri gioveranno delle nostre battaglie, da sei anni affermiamo l’esigenza di implementare le politiche attive del lavoro, ci siamo sgolati per favorire gli altri, in spregio alle ingiustizie dallo stesso presidente affermate in campagna elettorale”.

L’affondo, duro,è degli ex sportellisti, persone formate per fare esattamente quel lavoro e che quel lavoro svolgevano fino a quando, sei anni fa circa, il governo Crocetta non ha deciso di chiudere questa esperienza.

La loro indignazione è soltanto uno dei temi che vengono a galla all’indomani del roboante annuncio dell’assessore regionale alla famiglia Antonio Scavone, lombardiano di ferro, sbarcato in giunta a febbraio al posto di un’altra lombardiana in una sorta di staffetta interna al movimento e preorganizzata.

Di lui, in otto mesi, si erano perse del tutto le tracce ma all’improvviso, senza che ci siano state consultazioni, trattative, accordi, discussioni, esce dalla manica un piano da 1200 assunzioni che anticipa solo a pochi. In particolare, già dal 2019 è prevista la selezione di 277 dipendenti (177 istruttori e 100 funzionari). Nel 2020 e nel 2021, invece, i posti messi a concorso saranno 429 (155 istruttori e 274 funzionari) per ognuno degli anni. Le risorse (circa novanta milioni di euro nei tre anni) sono già state assegnate dallo Stato.

Un piano sul quale non c’è stato un confronto e non ce ne sarà uno visto che l’annuncio arriva con l’atteggiamento di chi ‘lanci la pietra e poi nasconde la mano’.

Assunzioni, poi, che per lo più sono frutto del trasferimento delle risorse statali destinate al potenziamento dei centri per l’impiego. Insomma la maggior parte saranno ì ‘navigator’ del reddito di Cittadinanza. O almeno così dovrebbe essere perchè nello stesso annuncio nulla è chiaro. Se così fosse sarebbe una sorta di annuncio beffa. Se così non fosse sarebbe un bel problema da risolvere con chi è stato selezionato da Anpal proprio nella graduatoria dei navigator e si aspetta uno scorrimento.

Ed ecco la seconda bufera: i navigator. Per loro c’è spazio o no. Al momento aspettano di capire ma sono pronti alla sollevazione di massa

Ma comunque un concorso dovrà svolgersi anche se quella del concorso in Sicilia sembra diventata una barzelletta

“Al momento solo indiscrezioni giornalistiche, che comunque parlano di punteggio in funzione all’esperienza, poco, troppo poco, siamo in Sicilia. Altri – continuano gli ex sportellisti -parlano, ancora più grave, di attribuire il titolo di “Operatori delle politiche attive del lavoro”, si presume, per chi è inserito in quel listato stilato in rigoroso ordine alfabetico, dove, a causa di una indegna circolare assessoriale di qualche anno fa, l’elenco è stato gonfiato di abusivi, che nulla c’entrano con il lavoro effettivamente svolto come ex sportellisti, ma inseriti solo perché nello statino paga risultavano negli sportelli multifunzionali a causa di sporche alchimie gestionali degli enti di formazione e dei quali i soliti sindacalisti gialli ne hanno approfittato per inserirsi loro, amici e amici degli amici. Una palese ingiustizia, non solo nei confronti degli sportellisti storici ma anche nei confronti dei lavoratori della formazione professionale che non hanno avuto la “fortuna” di essere pagati con risorse destinate ai progetti riferibili agli avvisi 1 e 2″.

“Non siamo ancora a conoscenza dei termini del bando, ma abbiamo la certezza di essere lontani dalla nostra rivendicazione indirizzata agli organi preposti e consumata per strada all’addiaccio e a digiuno, una semplice rivendicazione che urla giustizia, che chiede un bando simile a quello della Regione Toscana, dove si prevede come prerequisito l’esperienza diretta sulle politiche attive del lavoro. Non si vergognano di cavalcare, per l’ennesima volta, la battaglia di un pugno di lavoratori per trarre benefici? Non hanno nessuna vergogna e nessun rossore? Non si vergogna chi è titolato a decidere di obbedire a logiche miserabili e perverse?”

“Ovviamente – è l’attacco finale – noi ci misuriamo con il nostro modo di vivere e il solo pensiero di agire in equal modo ci fa rabbrividire, per loro è normale, il loro agire sconosce correttezza, dignità e onestà”.

Ma la polemica non si ferma al governo e in particolare all’assessore fantasma ‘Antonio Scavone’ arroccato nella sua stanza e lontano da tutti. C’è motivo di risentimento anche col parlamento.

Martedì si riunisce la V commissione Lavoro e Cultura per l'”Audizione dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro in merito alla vertenza inerente gli operatori degli ex Sportelli Multifunzionali” ma fra i convocati non ci sono proprio loro gli ex sportellisti. Si parla di loro ma non sono invitati.

“Noi, giorno 15 ottobre saremo lo stesso presenti, saremo fuori il palazzo a fare il lavoro sporco, il lavoro della strada, senza il quale nessuno dei commensali avrebbe avuto motivo di esistere sul tema ex sportellisti perché, e senza tema di smentita, ci avrebbero sepolti per sempre dopo che ci hanno ‘ammazzati’ – dicono – ci saremo per il nostro fine di dignità e per urlare vergogna all’ennesimo misero comportamento che neppure più ci meraviglia, tanto farete sempre i conti senza l’oste”.