Il covid19 fa paura anche all’interno delle carceri. L’ex presidente della Regione, componente del direttivo “Nessuno tocchi Caino” e attuale leader regionale della Nuova Dc, Totò Cuffaro, accende i riflettori su quelle che potrebbero essere le conseguenze dell’attuale diffusione del coronavirus all’interno delle strutture carcerarie. “La pandemia e la velocità con cui la variante Omicron si sta diffondendo in questi giorni nel nostro Paese, – ha precisato – rischiano di diventare un fenomeno esplosivo nelle carceri, simile ad una condanna a morte. La situazione già drammatica in cui vertono le carceri italiane, sovraffollate del 150%, è un dato triste, ormai conosciuto e purtroppo inconfutabile. Il Covid ha aggravato aspramente questo aspetto”.

Dati “agghiaccianti”

“I dati aggiornati ad oggi sul monitoraggio negli istituti penitenziari diffusi dal ministero della Giustizia sono agghiaccianti – aggiunge Cuffaro -: attualmente i detenuti positivi sono 510 ed è in aumento anche il numero di agenti penitenziari contagiati. Occorre fare qualcosa e occorre farlo presto”. Poi un commento sulla proposta del deputato alla camera Roberto Giachetti di allargare lo sconto di pena da 45 a 75 giorni all’anno per chi in carcere ha avuto una buona condotta: “E’ una proposta che sostengo perché la ritengo utile, viste le attuali condizioni degli istituti penitenziari, e perché la reputo giusta. Ritengo, infatti, corretto che venga consentito ad oltre 7/8.000 persone che hanno una pena residua di poter uscire dopo aver già scontato gli anni di giusta detenzione”.

L’ipocrisia

Infine l’ex presidente della Regione parla di ipocrisia attorno al mondo delle carceri e al loro sistema in questo momento di emergenza sanitaria. “Trovo ipocrita e disumano, invece, condannare le persone detenute ad una condizione di sovraffollamento, quando il resto dei cittadini italiani non detenuti ha l’obbligo di distanziamento sociale e – conclude Cuffaro – nei casi di accertata positività al Covid o contatti con un positivo, si è costretti alla quarantena e all’isolamento”.

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