A Carini regna il caos attorno al problema del randagismo, con il Comune messo sempre più con le spalle al muro e “dissanguato” nelle sue casse dai continui interventi cui deve far fronte. I soldi da spendere però sono diventati troppi e adesso il canile privato della città non ha più intenzione di far credito all’ente locale. Il risultato è quello che da qualche giorno sostanzialmente gli interventi sono stati azzerati per soccorsi e accalappiamenti di cani randagi.

Le preoccupazioni degli animalisti

A non nascondere le sue preoccupazioni è Paride Martorana, responsabile locale dell’Enpa, l’ente nazionale di protezione animali. “Sintetizzare la situazione randagismo a Carini dicendo che il Comune non soccorre i cani è molto riduttivo” ammette. In realtà il Comune ha fatto tanto, se si vuole anche “troppo” in riferimento ai costi affrontati che diventano sempre più onerosi per le casse di un municipio che da poco è uscito formalmente da una situazione di dissesto finanziario. A “cantare” sono anche le carte: al canile sanitario privato Vaglica il Comune ha già corrisposto in questa prima parte di anno 110 mila euro per accalappiare, soccorrere e sterilizzare i cani randagi raccolti per strada con le decine e decine di segnalazioni che arrivano ogni settimana.

“Serve la prevenzione”

“Se ci pensiamo è una cifra enorme per un paese di provincia – sostiene Martorana dell’Enpa -. Il Comune di Carini soffre la sua posizione geografica e la difficoltà di riscossione dei tributi. I costi, sono notevoli. Almeno 2-3 cani a settimana vengono prelevati in nome e per conto del Comune di Carini. In sei mesi arriviamo anche a 50-60 cani, per poi avere un picco nei mesi estivi che, sommati a quelli autunnali e invernali portano annualmente alla cattura di oltre 150 cani. Il che se ci riflettiamo è assurdo. È errata la politica e la gestione, non finiremo mai di ripeterlo. Bisogna chiudere i rubinetti e pensare ad una politica volta in primis alla prevenzione, alla formazione ed alla cultura della comunità e solo in secondo piano al soccorso”.

Il sindaco: “Lasciati soli”

“Siamo in presenza di somme – replica il sindaco Giovì Monteleone – che il Comune non può permettersi avendo esaurito tutti i fondi stanziati in bilancio. Paradossalmente spendiamo più per la lotta al randagismo che alla manutenzione delle strade. Non abbiamo mai ricevuto un solo euro di contributo per combattere questo fenomeno. Da parte di questa amministrazione non c’è assolutamente una mancanza di sensibilità verso questo problema, come spesso veniamo attaccati. Dispiace notare che le associazioni animaliste e gli animalisti se la prendono con i sindaci, mentre dovrebbero sensibilizzare le istituzioni a vari livelli. I Comuni non possono caricarsi interamente sulle spalle questi costi”.

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